SULMONA (Palazzo dell’Annunziata) 28 maggio 2011
Convegno: Palii Giostre e Giochi Storici - Rilevanza sociale ed economica delle rievocazioni storiche



Giostre, Quintane, Palii e Rievocazioni Storiche nel ‘900 italiano
di Roberto Parnetti


Le Giostre, Quintane, Palii e Rievocazioni Storiche sono figlie, se così possiamo definirle, del clima politico sociale degli anni dell’avvento del fascismo che perseguiva anche la ricostruzione storica del paese riesumando, tra l’altro, le manifestazioni folcloristiche cadute in disuso oppure creandone anche di nuove: tra la fine degli anni venti e i primi anni ’30 vengono riprese, anzi riesumate come si soleva dire maggiormente in quegli anni, nell’ordine il Palio di Asti (1929), il Calcio Storico di Firenze (1930), la Giostra del Saracino di Arezzo (1931), il Palio di Legnano – MI (1932), il Palio di Ferrara (1933), la Giostra del Saracino di Sarteano – SI (1933), il Gioco del Ponte di Pisa (1935).


Giostra del Saracino del 1931



Una prerogativa nuova rispetto alle Giostre e Palii che si correvano prima del ‘900 è il riproporre tali manifestazioni che vedevano in competizioni non più singoli cavalieri ma le costituende Contrade, Rioni o Quartieri (a seconda delle città dove si svolgevano) che coinvolgevano la partecipazione appassionata della maggior parte della popolazione dando modo al regime fascista di penetrare ulteriormente nel tessuto sociale.
Emblematica, nel 1925, la costituzione dell’Opera Nazionale Popolavo (O.N.D.) ente fiancheggiatrice del P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) che organizzerà non solo tali manifestazioni storiche ma anche le varie attività ricreative quali la Festa dell’Uva o la Befana del Duce: “I fascisti amavano soprattutto la carica agonistica dei contradaioli - come ricorda il Prof. Stefano Cavazza nel suo libro Piccole patrie: feste popolari tra regione e nazione durante il fascismo - interpretata come segno di spirito guerriero e il senso di gerarchia e di attaccamento alla patria: «il popolano sudante sotto la corazza è fremente d’orgoglio, è compreso del suo grado, si sente guerriero, si sente nobile, è infine di quella stessa stirpe artigiana che combatté per il libero comune».
In questo contesto si inserisce ovviamente anche il Palio di Siena (corsa che si tiene dal 1644) che anzi costituì un modello per altri manifestazioni che sorsero nel ventennio. Proprio la denominazione Palio fu al centro di una diatriba con la città toscana che rivendicava la “legittimità” di tale denominazione tanto che nel 1935 Benito Mussolini riconobbe alla sola Siena il privilegio di chiamare la propria manifestazione col nome di Palio.
Di conseguenza fu ordinato di modificare il nome alle altre corse da “Palio” in “Certame Cavalleresco”. Ad Asti tale imposizione non fu gradita tanto che il Palio, ripreso nel 1929, fu interrotto a partire dal 1936.


Palio di Asti del 1929



La manifestazione riprenderà poi solamente nel 1967 con il nome di Palio visto che l’ordine di Mussolini, non essendo legge, con la fine del fascismo, ebbe a cadere tanto che, dopo Asti, molti manifestazioni hanno assunto la denominazione Palio.
A Legnano invece la corsa dei cavalli, ripresa nel 1932 con il nome di "Festa del Carroccio” e nel 1935 denominato "Palio di Legnano", nel 1936 assunse la denominazione di "Sagra del Carroccio" che è durata fino al 2005.


Palio di Legnano del 1936



Ad Arezzo la riesumazione della Giostra del Saracino fece riaffiorare non solo la passione degli aretini per i cavalli (fino al 1928 si erano tenute corse di cavalli) ma anche per la rivalità rionale tanto che la cronaca registra, nella notte alla vigilia della prima edizione della Giostra corsa il 7 agosto 1931 (per San Donato Patrono della città), un atto di sabotaggio con ignoti che fecero scappare i cavalli che avrebbero dovuto utilizzare i cavalieri del Quartiere di Porta Santo Spirito e che dunque corsero la Giostra con cavalcature improvvisate all’ultimo.
Tali manifestazioni che, come già ricordato, esaltavano le italiche virtù guerriere, vedevano anche la presenza di importanti personalità dell’epoca come, ad esempio, a Pisa nel 1935 la prima edizione del Gioco del Ponte che si svolse alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Nel 1936 il Palio di Siena di luglio fu presenziato da Pietro Badoglio mentre la carriera del 1937 si corse alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
Il 1938 fu però un anno particolare: nel mese di maggio di quell’anno infatti ci fu il viaggio dell’allora Cancelliere del terzo reich Adolf Hitler in Italia nella sua visita durata dal 3 al 9 maggio. Nella sua ultima tappa a Firenze Hitler e Mussolini al Giardino dei Boboli furono salutati dalle rappresentanze al gran completo del Calcio Storico di Firenze, del Gioco del Ponte di Pisa, del Palio di Siena e della Giostra del Saracino di Arezzo.


Hitler e Mussolini omaggiati dal Maestro di Campo di Arezzo nel 1938



Nel 1939 alle rievocazioni storiche fu dedicata una serie (la numero 1397) delle “famose” figurine Liebig che venivano date in omaggio con l’acquisto di ogni singola confezione dell’estratto di carne.


Serie di figurine Liebig del 1939



Il secondo conflitto bellico interruppe tutte le rievocazioni anche se abbiamo alcuni esempi di manifestazioni che non ebbero interruzione quali la Sartiglia di Oristano oppure il Palio della Balestra di San Sepolcro (AR).
Nel dopoguerra, così come si ha una rinascita delle varie attività, ritornano anche le manifestazioni storiche: la prima è il Palio di Siena che si corre nel luglio 1945 dopo 6 anni di forzato stop. L’anno successivo abbiamo la disputa della prima edizione della Quintana di Foligno organizzata in occasione dell’85° anniversario della fondazione della Società del Mutuo Soccorso. Doveroso una precisazione riferita al termine Quintana; sotto il punto di vista etimologico si considera valida l'ipotesi che il nome troverebbe la sua derivazione dalla parola latina “quintus” che era la quinta strada dell'accampamento romano luogo nel quale si effettuava l'addestramento dei legionari oltre che con la spada e il giavellotto anche i cavalli lanciandosi, armati di lancia, contro un fantoccio cercando di infilare l'anello sospeso.
Nel 1947 si corre a Pistoia la prima edizione della Giostra dell’Orso mentre nel 1949 si ri-corre anche ad Arezzo la Giostra del Saracino (nell’albo d’Oro figura come 19.ma edizione dell’era moderna).
Tra la metà degli anni ’50 e ’60 si ha il rifiorire di ulteriori manifestazioni: nel 1952 riprende il Palio di Legnano mentre a Piazza Armerina (EN) si tiene la prima edizione del Palio dei Normanni (la più antica manifestazione medievale del mezzogiorno e che rievoca l'impresa che i Normanni compirono in Sicilia intorno al 1060, capitanati dal conte Ruggero d'Altavilla).
Nel 1955 è la “prima volta” della Quintana di Ascoli Piceno e, l’anno successivo, si svolge la prima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare tra gli equipaggi delle città di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.
Nel 1959 è la volta di Faenza (RA) con il Palio del Niballo (la cui etimologia deriva dalla volgarizzazione della parola Annibale, generale cartaginese il cui fratello Asdrubale provocò la devastazione della città nell’anno 208 a.C.) e nel 1967 il Palio di Asti a cui segue, nel 1969, quello di Ferrara e la prima edizione della Corsa all’Anello di Narni (TR).
Giostre, Quintane, Palii e Rievocazioni che raccontano la nostra storia e le nostre tradizioni.

        




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