Il Campanone della Torre del Mangia. - Oggi daremo notizia del grande campanone che attualmente corona la torre e accenneremo come prima di ridurlo allo stato presente dovette essere più volte rifuso.
Esisteva già per l’avanti in detta torre una campana, la quale mandando un cattivo suono, fu dai cittadini chiamata col nome spregiativo di Campanaccio. Affine di oviare a tale inconveniente venne in animo ai Senesi di rinnovarla e a questo scopo ne allogarono la costruzione ad un tal maestro Antonio Ceranini di Novara che assunse il lavoro; ma sia per la poco stabilità del terreno sul quale pretendeva di fonderla o per la cattiva qualità della lega, non riuscì nell’intento e fu costretto a rifonderla nuovamente, il che accadde ai di 3 ottobre 1633. Ma anco questa campana non riuscì perfetta e come l’altra si acquistò il nome di Campanaccio. Onde i signori di Balia ordinarono di farle togliere il battaglio e stabilirono al tempo stesso di far fondere una nuova campana molto più grossa delle precedenti, affidandone la esecuzione a Girolamo Santoni da Fano e a Gio. Battista Salvini, loro concittadino, maestri assai famosi per lavori di quest’arte.
Contrariamente al Ceranini, che aveva fuso la sua campana sotto le navate dell’opera, nel luogo chiamato duomo vecchio, i due maestri costruirono i loro fornelli in uno stanzone posto nel primo chiostro del convento di San Francesco. Eseguiti pertanto i necessari preparativi, il di 20 giugno 1665 si cominciò a far colare il bronzo nella forma, ma contro la comune aspettativa, il metallo per circa 500 libre, passando dagli sfiatati, invece di posarsi nella forma si diffuse per terra. Per la qual cosa sospeso il lavoro fu necessario rinnovare la fusione che ottenne il suo totale effetto il 17 settembre dell’anno stesso. Liberato il Campanone dalla terra che lo ricopriva, nel dì 18 novembre successivo, di buon mattino, mediante un treggiolo formato da forti travicelli si cominciò a trasportarlo verso la piazza del Campo, percorrendo la strada che da San Francesco va all’arco dei Rossi, da questo alle Loggie di Mercanzia e al Chiassolargo, sino alla svolta di Salicotto, luogo destinato per innalzano sulla torre.
La mattina del 25 novembre, di mercoldì, raccomandato il campanone a due canapi, si cominciò a sollevarlo mediante due forti argani, ai quali erano 53 uomini, e alla sera appena si era tirato sino alla stella dell’orologio. Fu solamente nel giorno appresso che potè essere portato entro la prima rocca, dove fin dai primi tempi la campana maggiore era stata collocata, nel centro cioè sottostante la rocca superiore. Per consiglio del principe Mattias, allora governatore di Siena, che molto si era compiaciuto di questo lavoro, i Senesi lo fecero togliere dal posto primiero per porlo sulla cima della torre. Chiamato perciò da Pisa il Giambelli, che tanta parte aveva avuto nell’innalzamento del campanone, ed espostogli il desiderio del Principe, egli fece subito il modello delle quattro colonne di ferro, lasciando l'esecuzione a maestro Ranieni Neri da Siena, che coadiuvato da Gio: Leonardi da Pisa, capo-maestro delle ferriere granducali di Livorno, subito si mise all’opera.
Molto cooperò a tale impresa il principe Mattias, e stimolati dal suo esempio, altri cittadini e forestieri ben volentierosi si prestarono all’opera. A tal uopo ecco quanto si trova nella filza 2028 del Mediceo nell’ A. S. F.
Essendo stato ammesso alla nobiltà di Siena il marchese di Castelnuovo avendo dimostrato intenzione di fare qualche donativo o servizio d’utilità, si pensò di mettere in esecuzione un «disegno motivato dal ser.mo S.Principe Mattias e comunemente desiderato, che era di mettere il Campanone nella sommità della Torre posato sopra quattro ferri». Il marchese contribuì fino in 800 scudi. Il principe Mattias fece ottenere dal Granduca libre XVm di ferro in quadrotti.
Il Giambelli e maestro Giovanni, che dovevano lavorare il ferro, arrivarono a Siena nei primi di maggio 1666, e subito misero mano al modello.
Terminato l’arco di ferro sopra la rocca, che si valutò pesare lib. 21258, la mattina del 23 settembre 1666, tutto in un tiro il campanone fu collocato nel mezzo dell’armatura, ma solo ai di 29 del medesimo fu finito d’accomodare, come al presente si vede.
A quei tempi il Campanone fu giudicato uno dei maggiori, che esistessero Italia: misura esso un’altezza, dalla parte esteriore, di metri 2,34 con un diametro massimo di metri 1,98; il suo peso è di chil. 6764.
Il totale poi della spesa sostenuta dal Comune, tanto per la prima fusione, quanto per la seconda e per i ferri che lo sostengono, compresa la mano d’opera per la sua posizione nella torre, ammontò a L. 8551 den. 9 sol. 4 toscane.

Testo ricavato da:





     per tornare alla pagina iniziale del Palio di Siena