1750: SI UNIFORMA IL CALENDARIO


In esecuzione della legge dell'Augustissimo Imperatore Francesco Gran Duca di Toscana nostro Clementissimo Signore il dì 20 novembre 1749 che comincia essendo noi informati = si è lasciato di contare gli Anni, che fin'ora secondo lo stile Fiorentino, Pisano, si computavano* dall'Incarnazione* del nostro Signore Gesù Cristo, ed in luogo del detto stile* si è introdotto l'altro comune di servirsi dell'era Cristiana Volgare, ricevuta comunemente che comincerà à contare dalla Natività, secondo la quale questo dì primo Gennajo è il principio dell'Anno Millesettecentocinquanta. E tutto questo ho notato di mia mano nel presente = libro = à perpetua memoria, ed acciochè per l'intelligenza e degl'atti celebrata fino al presente giorno, costì sempre dall'antico stile e dalla presente variazione, e della maniera con cui si è eseguita. Questo dì primo Gennajo 1750.
Io Artemio Mancini Piovano nella Chiesa Plebana di S.Giovanni Battista.




* COMPUTAVANO = Calcolavano.

* INCARNAZIONE A Siena, dal X secolo fino al 31 dicembre 1749, vigeva il calendario detto "dell'Incarnazione", che faceva iniziare l'anno dal 25 marzo, festa dell'Annunciazione di Maria Vergine, posticipando sull'odierno di due mesi e 24 giorni. Confrontandolo con il nostro, corrispondeva solo dal 25 marzo al 31 dicembre e quindi, per fare il computo esatto degli anni per il periodo che va dal 1° gennaio al 24 marzo, bisogna sempre togliere un anno. Tale calendario fu detto anche dello "stile fiorentino" per l'uso che se ne fece a Firenze e in altre città della Toscana fra cui Siena. Papa Eugenio IV nel 1445 lo rese obbligatorio, mentre Gregorio XIII, cominciò a datare le bolle con lo stile moderno, uso confermato definitivamente nel 1691 da Innocenzo XII. Come sappiamo, il nome di Gregorio XIII è legato al nostro calendario, denominato appunto "Gregoriano", in quanto egli riformò quello precedente detto "Giuliano" (da Giulio Cesare), che ogni 128 anni perdeva un giorno. Per tale motivo, con una Bolla del 24 febbraio 1581, il Pontefice riportò l'equinozio, che nel frattempo si era spostato all'11 marzo, alla sua data naturale del 21 marzo. Per ristabilire poi l'equilibrio, ordinò di sopprimere i giorni dal 5 al 14 ottobre 1581, che furono considerati come se non fossero mai esistiti.

* STILE = Modo.
Battesimi di S.Giovanni Battista sotto la Metropolitana

- libro 1046 -