CAPITOLO II - FAMIGLIE DEL '900

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BANDINI (1881 - Residenti); Passeggeri/Poggiobenichi/Quercegrossa/Castello; mezzadri/camporaioli/operai.
Originari del territorio di Casole d'Elsa, i Bandini sono coloni a metà Ottocento al podere detto Piazza, della parrocchia di Pietralata in diocesi di Colle Val d'Elsa. I fratelli Luigi e Giuseppe, quest'ultimo sposato con Caterina Montomoli, occupano quel podere almeno dal 1836, anno delle prime registrazioni. Nel 1839 vi muore l'anziano Marziale, probabilmente loro padre, e nel 1850 la mamma Alessandra. Nel 1870 si sposa la sorella Maria di 22 anni con un Vanni di Querceto e pochi anni dopo dovrebbero aver preso la strada per Quercegrossa. Il primo segno della loro presenza si ha nel 1881 quando i Bandini sono registrati a Passeggeri come coloni. A questa decennale permanenza segue una fugace apparizione ai poderi di Macialla nel 1888 e a Poggiobenichi nel 1890. In quest'ultimo podere arrivarono in dodici, con il capoccio Domenico figlio del fu Giuseppe e della fu Montomoli Caterina, vedovo di Baragutti Margherita; è nato in Comune di Casole, come tutti gli altri componenti della famiglia, ed è all'età di 59 anni. Con lui vi sono il figlio Zaverio di 24 anni con la moglie Narcisa Rossi 21enne, e la nipote Angela (detta Margherita) di un anno, nata, a Passeggeri il 6 gennaio 1890; il fratello Santi di 52 anni con la seconda moglie Assunta Gunnelli presa dopo la morte di Clementina Braccagni che le aveva dato Angiolo (17 anni) e Giuseppa (15) mentre da Assunta ha avuto Virgilio di 11 anni. Inoltre fra i suoi familiari troviamo la vedova del fratello Giovanni, Marianna Peccianti, accompagnata dai figli Bernardino di 21 anni e Maria di 18. Il defunto Giovanni aveva sposato Marianna a Fungaia il 6 settembre 1862 quando risultava residente a Marmoraia. Sarà suo figlio Bernardino detto Bernardo a iniziare la dinastia che nel Novecento col nipote Giovanni diventerà una delle famiglie tra le più conosciute di Quercegrossa. Esattamente un anno dopo il loro arrivo a Poggiobenichi, il 3 marzo 1891 si rimisero in cammino per il podere Olmo di Basciano, da dove, in data sconosciuta e dopo una breve permanenza, la famiglia si sposta al podere Encine, e qui il non più giovane Bernardo prende moglie. E’ nato il 3 aprile 1869 e si trova quindi in età di 28 anni. La sposa è Giulia Bonci del Colombaio, figlia di Pasquale e Massimina Mecacci. Furono uniti in matrimonio il 6 febbraio 1897 nella chiesa di Basciano dal curato di Quercegrossa Adriano Rigatti, incaricato per gli affari spirituali di quella parrocchia, davanti ai testimoni David Taddei e Luigi Buti. Il Taddei David è il camporaiolo di don Rigatti e abita nel piccolo appartamento della canonica di Quercegrossa. Sarà lui che alcuni anni più tardi, esattamente il 12 marzo del 1903, lascerà l'incarico di camporaiolo proprio al nostro Bernardo che vi si stabilirà con Giulia ed è qui che vedrà la luce Giovanni nel 1906, battezzato a S. Leonino. Ma prima di lui, Roberto, nato il 25 marzo del 1905 era vissuto solo sette ore. Un terzo fratellino, di nome Pasquale, nato il 9 novembre del 1909 non sopravvisse a lungo. Si ricorda che quando un fulmine colpì il campanile di Quercegrossa, il piccolo Giovanni in fasce ebbe la sua parte di calcinacci caduti nella sua culla.

Bernardo Bandini con la moglie e il piccolo Giovanni nel 1906.

Gli anni trascorsi al servizio della parrocchia e del nuovo parroco don Luigi Grandi saranno alla fine dodici. Sarà un tuttofare come richiede l'incarico: camporaiolo e sacrestano lui, e domestica la moglie, e anche testimone in tanti matrimoni. Come si usava, senza tante cerimonie, Bernardo presterà la sua testimonianza in venti sposalizi fino al 1914. Si dovrà attendere il 1921 quando Giovanni quindicenne testimonierà alle nozze Tatini Clorindo e Carli Agelide per ritrovare un Bandini testimone. Anche se le memorie di famiglia tendono a posticipare il trasferimento al Castello di Quercegrossa questi avvenne in realtà il 6 marzo del 1915 e là Bernardo con Giovanni decenne e la moglie Giulia si assumerà l’incarico di casiere factotum della proprietaria Cerpi. Un decennio più tardi, all'età di 58 anni Bernardo, ammalato, è ricoverato all'Ospedale di Siena, dove morirà alle ore sei del 19 gennaio 1926, come appare dal registro dei decessi; ricordarono a lungo in famiglia i difficili viaggi a piedi all'ospedale, con la neve alta. Due anni dopo la perdita del babbo anche la mamma Giulia se ne va e anche lei muore all'ospedale nell'ottobre del 1928. Giovanni rimasto solo resterà al Castello e sarà macchinista-tribbiatore fino al 1938 quando la Cerpi, proprietaria e moglie del Vienni, venderà, cessando così quest'attività agricolo-industriale. Intanto, nel 1933, mette fine alla sua solitudine e prende per moglie Ida Tognazzi di Vagliagli, la quale, con i genitori Giovanni di 66 anni e Fortunata Panti e la sorella Antinesca, entra in casa del marito. Alla nascita di Benito, avvenuta poco dopo, saranno sei in famiglia. Chiusa la parentesi Castello tornano in paese nelle case di Giotto e a Giovanni si presenta subito la difficoltà di ritrovare un lavoro. Trova all'Abate, sulla strada per Montalbuccio nei pressi di Pescaia, dove si trasferisce con la moglie e il figlio. Da lì, inoltre, si recherà in bici alle miniere di zolfo, alle Case operaie vicino alle Badesse, e contemporaneamente presterà la sua opera di elettricista anche alle miniere di Lilliano. E' l'anno 1939 quando parte e lascia nell'abitazione di Quercegrossa i suoceri Giovanni e Fortunata.
Bandini Benito e la mamma Benito, intanto, all'Abate, inizia la scuola elementare che frequenterà in Siena a S. Domenico, ma termina la quinta a Fontebecci dopo il ritorno a Quercegrossa avvenuto il 12 marzo 1944. La causa del riavvicinamento al paese fu la malattia e morte della nonna Fortunata avvenuta l'8 luglio 1940 all'età di 64 anni, assistita da Ida per lunghi mesi. Da quel giorno, per la famiglia i contatti col paese si fecero sempre più ricorrenti fino a rientrarvi. L'appartamento di Quercia nel palazzo di Giotto ha due stanze con la camera di Giovanni e Ida al piano soprastante e per accedervi bisogna salire due rampe di scale. Nel dopoguerra, in giovane età, Benito sarà apprendista falegname in Siena e continuerà questa professione fino a diventare fondatore di una della aziende più conosciute del settore arredamento della città. Benito si fa giovanotto e anche per lui arriva la cartolina per il servizio militare e parte il 4 novembre del 1954. Non passano quindici giorni che Giovanni Tognazzi muore e al nipote è negata la licenza per il funerale e grande sarà il dispiacere per la perdita di un nonno al quale aveva dimostrato tanto affetto e col quale condivideva la camera buia del loro appartamento. Coniugato con Anna Bucciarelli sposata nel 1956, si trasferisce nella nuova abitazione lungo la statale, sempre in Quercegrossa, costruita nel 1961. L'8 settembre 1957, festa della Madonna, viene battezzata la loro unica figlia Emanuela. Il sacerdote è il nostro futuro parroco don Pierino Carlini in quei giorni di servizio a Uopini. Don Ottorino lo riporta alla sua sede con la moto. Una sbandata e cascano per terra. Non si fecero niente, ed è rimasto un ricordo. Giovanni Bandini, esperto elettricista, troverà occupazione a Siena e sarà punto di riferimento per tutto il paese quando ci sarà da risolvere qualche problema collegato alla sua professione. Morì il 1 settembre 1985 a 79 anni, vissuti da onesto lavoratore. La moglie Ida gli sopravvivrà per quindici anni e morirà il 27 agosto 2000.


Bandini Benito e la mamma Ida in Piazza delle Poste a Siena nel 1946 al tempo delle elezioni.

Un vecchia e ingiallita foto da casa Bandini

Ida Tognazzi in Bandini col caratteristico "vezzo", ornamento di gran moda a quei tempi, portato da signore e signorine.






BARAGATTI (1905-1911); mezzadri; Belvederino.
Coloni, i Baragatti entrarono a Belvederino nel 1905 guidati dall'anziano Tommaso di Giovanni Battista in età di 66 anni circa, nato a Casole d'Elsa. Lo accompagnavano la moglie Violante Calamassi, il figlio 35enne Olinto, coniugato con Maddalena di Domenico Peccianti, e i nipoti Ernesta di 14 anni, Alberto di 11, Vitaliano di 6 e Aurelia di 3. Nel 1908 nasce Dina, battezzata a Vagliagli, e non ci sono altre registrazioni anagrafiche che li riguardino. Tre anni dopo partono da Belvederino, lasciando il podere ai Sancasciani, e li ritroviamo a Cedda di Colle di Val d’Elsa dove, nel 1913, Ernesta sposa Sabatino Landi di Viareggio e, dopo la morte del marito, l’anno successivo rientra in famiglia.




BARBETTI (1944-1947); mezzadri; Sornano.
Nel marzo 1944 al podere di Sornano partono i Pierucci e arrivano i Barbetti. Di questa famiglia conosciamo una sua precedente dimora nella parrocchia di Leonina al podere Montorso - S. Teresa nell'anno 1929, quando Assuero (1880) del fu Raffaello e la moglie Assunta Pasquinuzzi vivevano con i loro otto figli, dai 4 ai 22 anni, con nomi meno solenni di quello del genitore ma con qualche ricercatezza: Raffaello, Aroldo, Quirino, Giselda, Rizieri (1917), Fanni, Quirina ed Elio. A Quercegrossa arrivarono in otto, ma nel 1946 sono registrati soltanto Assuero Rizieri con la moglie Alma Pasquinuzzi e la figlia. Si ricorda Rizieri, "un omino secco", che veniva a Quercia e al quale nacque Franca il 29 agosto 1944 che battezzò a Quercegrossa. Una delle sorelle, Quirina, si sposò a Quercegrossa il 16 febbraio 1946 con Nello Marchetti di Montalcino. I Barbetti partirono nel 1947 e lasciarono il podere ai Ceccherini.





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