- 10 febbraio -

1865: aperture delle Porte Cittadine durante la notte






  
Nell'autunno 1862 Policarpo Bandini espone al Prefetto la necessità che sia tenuta aperta di notte la Barriera di S.Lorenzo per comodità di tutti gli addetti agli uffici e ai lavori della Stazione Ferroviaria, costretti a fare un lungo giro da Porta Camollia, poiché “…se a questa Porta era anticamente necessario il servizio notturno, perché vi faceva capo la Strada Postale per Firenze e Livorno,(*) ora facendosi il trasporto delle corrispondenze a mezzo della Ferrovia, detto servizio è inutile essendo la strada divenuta provinciale comune, il cui movimento meschinissimo al dirimpetto di quello ingente e quasi esclusivo trasmesso dalla Ferrovia, può avere senza grande incomodo e con poco allungamento, il dovuto sfogo per la via lungo le mura, conducendo alla Barriera di S.Lorenzo”.
Analoghe sollecitazioni erano rivolte al Comune di Siena, che il 7 Luglio 1863 deliberò di chiudere la Porta Camollia “…a due ore di notte dal 1° Dicembre 1864 e tenere aperta costantemente la Barriera di S.Lorenzo, per l’avanti solita serrarsi dopo l’arrivo dei treni della Via Ferrata.”.
Questo causò polemiche e proteste, fra le quali spicca una istanza al Prefetto firmata da 103 persone piuttosto importanti, tantoché in una relazione della “Cancelleria e R.Uffizio del Censo del Comune di Siena” al Prefetto del 20 Dicembre 1864 si legge che “…i Centotre Reclamanti contro la chiusura in tempo di notte della Porta Camollia sono accesi al catasto della Comunità di Siena colla rendita imponibile in tutti di £ 70.903,03 che ragguaglia quasi a due decimi dei contributi annui del Comune, mentre dall’altra parte non giungono al decimo dei possidenti del Comune stesso, che ascende a n° 1781”.
Così il 13 Gennaio 1865 il Comune dovette deliberare di “…dare le disposizioni opportune d’accordo colla Commissione sul Dazio consumo, perché venga riaperta nelle ore notturne la Porta Camollia” pur difendendo la sua precedente decisione, dichiarando che “…il reclamo era sostenuto da persone che indossando a comodo la veste di cittadini senesi propugnano, non l’interesse del Comune di Siena, ma quello dei Comuni Suburbani a cui la massima parte di essi neppure per ragione di possesso appartiene”.


(*) Ricordiamo che le ultime due stazioni postali fra Firenze e Siena, quelle di S.Casciano e Poggibonsi, erano state soppresse il 30 Giugno 1853.




Archivio di Stato di Siena, Prefettura, 1047

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