STEMMA DEGLI AVVEDUTI


La famiglia senese degli Avveduti nella storia della nostra città, si ricorda soprattutto per le alterne fortune di cui fu protagonista. Se ne tracciamo brevemente il cammino, tenendo come riferimento il 1643, anno in cui la medesima ebbe a dichiarare un reddito di soli 66 scudi, non resta altro da dire sulla sua situazione economica, che in quel periodo era certamente assai modesta. Acquistò invece maggior lustro negli anni che seguirono: 1645, 1654, 1661 e 1663, durante i quali gli Avveduti fecero parte dei Regqitori della città: dopodichè sul finire del XVII secolo la loro presenza pubblica cessò del tutto. La causa del repentino declino, possiamo supporre, che fu dovuta essenzialmente alla prevalenza delle nozze delle figlie rispetto a quelle dei maschi. Infatti si usava dare alle spose delle cospicue doti e tutto questo incideva fortemente sul patrimonio familiare, mentre invece i figli traevano notevoli vantaggi economici dalle doti portate loro dalle rispettive mogli. Considerato che fino al 1648 si sposarono soltanto quattro femmine a confronto dei tredici maschi, si può spiegare facilmente, l'attivo di 18.024 scudi dei nobili Avveduti, in quegli anni. Purtroppo nella seconda metà del '600 la situazione si rovesciò, tanto che la famiglia fu costretta a vendere diversi terreni, per un valore di 3595 scudi; fino a quando in breve tempo questa scomparve definitivamente dalla scena nobiliare di Siena.


Questo disegno è tratto da uno dei libri della Parrocchia di S.Pietro a Monsindoli, redatti nei 1664 e nei 1666 dai Patrizio Senese Bernardino Avveduti, Rettore di detta Pieve. Il tratto nitido e preciso del parroco si ritrova anche nelle pagine dei registri, dove ordinatamente e in bella calligrafia, egli riportava in latino, i matrimoni e i defunti che avvenivano nei territorio della sua Cura.

Defunti di S.Pietro a Monsindoli

- libro 1407 -