L'assassinio del Pievano
Adì 14 luglio 1670
Muore Girolamo Senesi Pievano di Marmoraia di età anni 53 in circa,
no potè ricevere i SS. Sacramenti per essere stato morto in un
borro di M.Maggio dove fù trovo morto e fù seppellito il 16 da me
Giovanni Tinacci curato di Pietralata, nella chiesa di Marmoraia.
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Il 14 luglio del 1670, nei pressi di Mucellena, fu
ucciso il pievano Girolamo Senesi. Fu trovato dal nipote il
giorno successivo, riverso bocconi in un borro di un bosco
vicino ai beni della chiesa, detto "Le Citine"; colpito da
numerose coltellate e con un braccio mutilato da alcuni
maiali al pascolo.
Gli interrogatori, compiuti nei giorni 22, 23 e 24
dello stesso mese, non fornirono esaurienti spiegazioni sul
movente e su chi avesse avuto interesse a sopprimere il
sacerdote. Si seppe soltanto che il prete, alcuni giorni
prima di morire, ebbe una lite con Francesco Accarigi (1),
proprietario di diversi poderi della zona, "per via di
alcune pietre di una torre e un mese prima, alla Fiera di
Rosia, una discussione col curato di Tonni, certo Baroni, a
causa di alcuni interessi".
Fra coloro che furono interrogati, è interessante la
testimonianza di due bambine di 6 e 8 anni: Caterina Muzzi e
Vittoria Senesi, che videro due sconosciuti armati di
pugnale e terzetta (un'antica pistola da cintura con canna
ridotta ad un terzo), andare alla volta del bosco.
Dettagliata fu la descrizione di questi presunti
sicari: "uno vestito di verde e nero, l'altro di grigio e
uno aveva la zazzera nera e l'altro bionda e avevano le
basette". In realtà questi due loschi individui non furono
visti il giorno del delitto e quindi non poterono avere
parte alcuna nell'omicidio, che pare fosse stato commesso
dal suo contadino e sacrestano Lando Mattii, detto Landone,
il quale avrebbe scoperto che sua moglie soleva tradirlo con
il pievano.
DAL REGISTRO DEL CRIMINE n.274 DELLA CURIA DI COLLE:
Adì 23 luglio 1670
Compare Lorenzo di Agnolo Braccagni da Mucellena e disse che martedì 15 del presente mese circa le
22 hore guardando i porci in bosco detto Le Citine che è d'uno che si chiama Sandrino della Villa, e
vedde un corpo morto ed hebbe paura e ritornò in dietro a chiamare Menico Cattoni e Mattio che erano
a guardare i bovi in un bosco lì vicino, li condusse al luogo dove era detto corpo morto che allora
riconobbe che era il Pievano di Marmoraia fratello di sua madre e suo zio e di li andonno alla
Sanese à chiamare i suoi zii e lì cacciorno via due porci, che mangiavano un braccio al detto morto
Pievano.
Restano comunque da chiarire e da verificare tutte le
circostanze e le fonti che indicano nel Mattii l'assassino,
il quale stranamente non risulta nemmeno interrogato, pur
essendo persona molto vicina al curato.
Inoltre, nonostante minuziose ricerche compiute presso
gli archivi (Vescovile di Colle val d'Elsa e di Stato di
Siena), non sono stati mai trovati nè gli atti di questo
processo, nè tantomeno la condanna di un colpevole.
Pare infatti che il Mattii, preso dal rimorso,
confessasse il delitto solo in punto di morte. Il "pare" è
d'obbligo, poichè la diceria popolare tramandatasi nei
secoli, contiene molti particolari, spesso anche in
contrasto con quelli dei documenti ufficiali.
Ad esempio ancor oggi si racconta che don Girolamo
fosse stato ucciso con un colpo di archibugio durante una
battuta di caccia al capriolo, vicino ad un cipresso
(tagliato pochi anni or sono, detto appunto il cipresso del
morto) e che da lì, benchè ferito, si fosse addentrato nel
bosco.
Pur essendo vero che il curato fosse andato a caccia
di un capriolo, armato di un archibuso lungo (che non viene
specificato se fosse stato rinvenuto accanto al cadavere),
sappiamo per certo che egli fu ucciso da numerose pugnalate.
Comunque per chi volesse meglio documentarsi, presso
l'archivio della Curia Vescovile di Colle val d'Elsa, si
trova la trascrizione completa di tutti gli interrogatori
dell'istruttoria e della scomunica "fulminata"
all'assassino. Oggi, a testimonianza dell'accaduto, a circa
un chilometro dalla tomba etrusca, sulla destra, al centro
di un'ampia curva della strada che collega Mucellena a
Casalteri e seguendo cinque picchetti di ferro verniciati di
bianco, ai margini di una carbonaia, si trova un cippo
funerario in pietra alto circa un metro, fatto collocare nel
1892 dai quattro fratelli della famiglia Senesi, discendenti
di don Girolamo. Detto cippo contiene comunque un errore di
datazione: anno 1669 anzichè 1670.
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GIROLAMO SENESI
NATO IL 19 FEBBRAIO 1617
PIEVANO DI MARMORAIA
NEL 1669 FU QUI
PRODITORIAMENTE UCCISO
DAL SUO COLONO
LANDO MATTII
DENOMINATO LANDONE
NELL'ANNO 1892
I TARDI NEPOTI
RANIERI ENRICO ALESSANDRO
ETTORE SENESI DI LUCERENA
QUESTA MEMORIA POSERO
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(1) La famiglia Accarigi fece erigere, probabilmente su disegno di Baldassarre Peruzzi, alla fine
del '500, vicino a Scorgiano, anche la bellissima villa di S.Chimento.
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