FINALMENTE LA TARTUCA

Il 1° volume del libro "Con la rivale in campo", pubblicato nel 2001 riportava questo racconto di Federico Nesi.

Il mio rapporto col Palio e specificatamente con la mia rivale è del tutto particolare, credo che questo stato di cose sia da ritenersi valido anche per gli altri tartuchini della mia età.
Dopo il 1972 la mia contrada ha vissuto una sorta di oblio paliesco, tutta una serie di brenne, mai un Palio da protagonisti.
Sfido io con questa sfilza di somari che si poteva fare: Urso, Zinghera, Diavoletta, Demonia, Lobelia, Bambina e Fabiola…
Questo solo per ricordare alcuni nomi che hanno tormentato la mia vita da giovane contradaiolo, in contrapposizione a tutti gli altri che saltavano per Benito, Brandano e Pytheos.
Anche il più semplice aspetto della rivalità era per me quasi scemato, anche la Chiocciola, dopo la vittoria del 1982, non se la passò proprio bene.
Da cittino ricordo bene solo la rissa dell'agosto 1983, noi montammo il Manzi per fargli perdere il Palio e mentre la Giraffa vinceva s'era già in pista a darsele di santa ragione.
Poi dopo quell'episodio non ricordo nulla di rilevante fino al magico 1991.
Finalmente un bombolone nella stalla, Uberto, per la prima volta i ventenni della Tartuca a saltare e non a moccolare dopo una tratta.
Il Palio della svolta, il riscoprire, o meglio l'assaporare per la prima volta, la sensazione di poter vincere, vedere l'avversaria in difficoltà alla ricerca di chissà quale alchimia per farci perdere.
Il giorno del Palio la tensione a mille, il Coghe che non entrava, il Falchi che non mollava per un attimo Cianchino, il rinvio, la notte insonne mia e di tanti altri ragazzi.
Poi l'apoteosi, una brutta mossa, il Falchi sempre addosso, la rimonta, il Bufera infilato all'ultimo Casato e quell'urlo tenuto in gola per una vita.
Molti di noi ragazzi erano come spaesati in tanta gioia, a stento si sapeva che fare.
Ti viene da piangere, da urlare, ti senti svenire, poi pian piano viene fuori lo spirito contradaiolo, il gusto della beffa inflitta ai tuoi avversari fra i quali c'è anche una persona con cui dividi le stesse mura domestiche.
Stessa sensazione nell'agosto 1994 con la differenza che a noi era toccato lo sconosciuto Delfort Song ed alla Chiocciola il presunto favorito Imperatore, pezzo "pregiato" di una tratta senza punti di riferimento.
Ero in piazza e non credevo che la Tartuca potesse vincere, invece dopo tre giri velocissimi, con Nicchio, Onda e Chiocciola alle costole, mi ritrovai sotto il Palco dei Capitani a prendere il cencio in un tripudio di bandiere gialle e turchine.
Per quel Palio riuscì a gustarmi molto meglio la vittoria, le sensazioni e le emozioni provate tre anni prima erano vissute con più consapevolezza, come se quella fosse stata nuovamente la mia prima vittoria!

Delfort Song

       

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