L'AFFOGASANTI

Testo tratto dal sito www.ilpaliodisiena.com

L'appellattivo "affogasanti" legato alla Contrada della Chiocciola ed ai suoi contradaioli risale alla fine dell'ottocento e segna un periodo particolarmente sfortunato per i colori di San Marco.
Dopo la vittoria ottenuta nel luglio 1888 con Francesco Ceppatelli detto "Tabarre" su Gemma, la Chiocciola iniziò una paurosa serie negativa con delle purghe solenni.
Il 2 luglio 1896 la Chiocciola con il fantino Edoardo Farsetti detto "Mugnaino" restò in testa fino all'ultimo Casato dove la Torre passò vincendo il Palio con il debuttante Scansino.
Molti attribuirono la colpa di quella sconfitta al capitano, un contradaiolo, tale Francesco Dominici detto "Cecco", scelse invece un altro colpevole per quella sconfitta.
Entrò furibondo nella stalla, strappò un'immagine di Sant'Antonio dalla parete e la scaraventò con tutta la sua rabbia nel pozzo del bivio.
Negli anni successivi la Chiocciola continuò a perdere in maniera clamorosa, nel 1897 ancora protagonista negativo Mugnaino.
A luglio la carriera fu lottata fra Istrice, Leocorno, Chiocciola e Giraffa.
L'Istrice con il miglior cavallo restò attardato per la caduta del Leocorno, la Chiocciola passò in testa ma all'ultimo istante ancora Scansino, per i colori della Giraffa, beffò la Contrada di San Marco.
Ad agosto stessi protagonisti, per San Marco ancora lo sfortunato Mugnaino, per la Contrada di Provenzano corse Massimino, di nuovo un secondo posto, la Giraffa fece cappotto, la Chiocciola collezionò un'ennesima delusione che segnò la fine della carriera del fantino Mugnaino.
La sfortuna della Chiocciola continuò anche nel nuovo secolo ed in molti iniziarono ad attribuire tutto a Sant'Antonio "affogato" nel pozzo.
Nel luglio 1901 un altro episodio incredibile, con la Chiocciola nettamente prima con la vittoria in tasca dopo due giri, il fantino Fiammifero, venduto ad un'altra contrada, si gettò volontariamente da cavallo, favorendo la vittoria del Nicchio dove correva ancora Scansino, vera bestia nera di San Marco, considerando anche le sue due vittorie per la Tartuca.
Fiammifero rifugiatosi fra i carabinieri, evitò il linciaggio, ma finì in galera ed in seguito subì la squalifica a vita.
Nel luglio 1905 un altro secondo posto bruciante, lotta accanita fra Chiocciola con Bellino e Selva con Angelo Montechiari, nerbate violente fino all'ultimo giro, dove passò l'Istrice che vinse sfruttando l'ostacolo reciproco delle due battistrada.
Nel 1906 l'Aquila tornò alla vittoria cedendo la cuffia proprio alla Chiocciola, la maledizione di Sant'Antonio sembrava non finire più.
Nell'ottobre 1910, le donne della contrada decisero di promuovere una sottoscrizione per prosciugare il pozzo e recuperare il santo.
L'immagine rovinata da una lunga permanenza nell'acqua fu restaurata, portata e venerata nella chiesa della contrada.
Alla prima occasione utile, nel luglio 1911, la Chiocciola ebbe in sorte il miglior cavallo, la portentosa Stella, il capitano, Ottaviano Brogiotti, l'affidò ad uno dei più forti fantini del momento Alfonso Menichetti detto "Nappa" che in precedenza aveva "scuffiato" Pantera ed Aquila.
Il Palio fu dominato dalla Chiocciola, nonostante le insidie portate dalla Tartuca e da un cane lanciato sulla pista da un contradaiolo tartuchino nella speranza di danneggiare la rivale.
Così, dopo ventitre anni, grazie alla saggezza delle donne, la Chiocciola ruppe il suo lungo digiuno, proprio in concomitanza del "ripescaggio" dell'immagine di Sant'Antonio.
"Affogasanti" è diventato il soprannome tradizionale dei chiocciolini e dal 29 giugno 1972 è il titolo del periodico ufficiale della contrada.


       

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