L'AMANTE DEL QUESTORE ERA DEL BRUCO

Il Nuovo Corriere Senese pubblicò nel supplemento al n. 33 del 13 agosto 1989, un aneddoto di un contradaiolo del Bruco, tale Pasquale Meini.

S'era corso il Palio d'agosto. Era il 1945.
La notte trovai il poro Pappìo che, benché fosse del Drago, per me era come un idolo da quant'era attaccato alla Contrada.
Ci si mise a sede' in un palco; s'era parecchio caldi.
Mi dice: o citto, s'a ved'è di fa corre un Palio? Come si fa? gli dico io.
Allora Pappìo dice: eh, qualcosa si trova, ci penso io.
Aspettiamo che apra il Mangiavacchi che c'aveva la bottega di tabaccaio al Chiasso Largo.
Pappìo era uno con un vocione… gli disse: vorrei le carte uso bollo! Gliene regalò un pacchetto.
Si cominciò a raccogliere le firme. Tutti firmavano, qualcuno fece la firma per la moglie e per il fratello.
In due o tre ore se ne fece parecchie. Dopo le polemiche col Comune, il Palio si fece. E vinse il Drago.
Allora successe che io ci rimasi molto di stucco. Fra l'euforia, la gioventù, il Palio che era andato come era andato, vidi sotto il palco dei Giudici confusione, perché la Comparsa del Bruco e i brucatoli che non avevano gradito quello che era successo, erano andati li a protestare.
Allora io dissi: pigliamone un po' di questo Palio.
Uscii di Piazza del Campo e andai in Via di Città al bar dell'ignoranti.
Salii sulla terrazza e arrivai sul palco dei Giudici. Riuscii ad agguantare il Palio e lo buttai di sotto. Mi buttai di sotto anch'io e arrivai insieme al Palio.
Cazzotti con quelli del Drago. Mi ricordo che Ilio il Pini, alfiere del Bruco, dette una bandierata nel capo a Rubacuori e nello zucchino ci fece una fitta così.
A mezzanotte s'era sempre in piazza.
Dopo un paio di giorni ero in Calzoleria e mi fermarono due agenti di Pubblica Sicurezza: Rodolfo Poggiani detto Foffo, era del Bruco anche lui, e Velio Corsini. Mi dicono: bisogna tu venga in Questura.
Mi tennero un'ora e mezzo là a sedere. C'era il Questore Secreti: berci, urli, strilli e io zitto.
Poi disse agli agenti: portatelo a Santo Spirito. Grazie Signor Questore, risposi io, eppure lei dovrebbe essere del Bruco più di me! Quest'uomo ci rimase male perché capì che parlavo dell'amante che aveva nel Bruco.
Via, vai a casa! Urlò. Un me lo feci ridire. Feci le scale a quattro a quattro.
Allora poi successe che al Bruco gli toccò rifa' il Palio al Drago.
Lo pagò il Socini, ottomila lire. Io abitavo in Pescaia e quando i brucatoli lo consegnarono al Drago era meglio che io non ci andassi.
A un certo punto arrivò la mi' mamma e mi disse: vogliano te, vogliano te! Un fanno altro che chiamà Meini! E perché? Gli chiesi io.
Perché sei riuscito a fa prolunga' il Palio di dieci giorni. C'andai: oh, mi portarono in trionfo.

       

     per tornare alla pagina iniziale del Palio di Siena