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LA TRISTE ODISSEA DI ULISSE BETTI
Tratto dal Numero Unico "L'Anazione" stampato in occasione della vittoria del 17 settembre 1972
La storia del Palio è piena di fantini che, dopo aver perso (magari
in modo dubbio) una «carriera» questuano anche per lettera un compenso.
Ma nell’Istrice non siamo soliti abboccare, come dimostra la vicenda
in due tempi del ripudiato Ulisse Betti.
Dal libro dei verbali del 21 Agosto 1907.
«...viene data pure lettura della lettera del fantino Ulisse Betti, nella
quale reclama il pagamento della carriera del 16 Agosto ultimo scorso,
e fornisce schiarimenti il nobil Sig. Angelo Brancadori. I Sig. Sciabilli
Amato e Tito dicono che il Fantino era venduto all’Oca e per conseguenza
non venga... pagato. Il Parmigiani chiesta la parola, fa un rimprovero ai
Sig. Fedi Carlo e Arturo Moretti per aver lasciata la carica di Commissari
all’ultimo momento e spiega tutto quanto era stabilito di partiti. Il Sig.
Querci proporrebbe invece che la maggiore pena per arrivarlo, sarebbe
l’espulsione dalla Piazza. Il Sig. Parmigiani propone di nominare una Commissione
e di chiamare il Betti per avere degli schiarimenti sufficenti, in
merito alla perdita della vittoria...».
Dal libro dei verbali 9 Ottobre 1907.
«...Sentite diverse discussioni in merito ai partiti fatti dalla Commissione
della Carriera, viene rilevato che la medesima ha fatto tutto quanto
poteva, per cui essendo presenti i componenti la Commissione d’inchiesta,
si dichiarano soddisfatti. In quanto alla bevareccia di L. 100 che il Bruco
ha fatto con il fantino Ulisse Betti, il Fedi dice, che non si possa negargliela,
ma però di pensarvi ed interpellare un Legale. Sentita la Commissione
d’inchiesta che il fantino si raccomanda di essere pagato, ma ciò
non esige, per cui l’assemblea delibera di non darli nulla. Viene pure
deliberato che qualunque volta il fantino Ulisse Betti si presenti in Contrada
per correre, non venga accettato...».
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