L'AVVERSARIA

Il 2° volume del libro "Con la rivale in campo", pubblicato nel 2002 riportava questo racconto di Viviana Castelli.

La rivalità tra contrade per chi scrive?. E' quello che dice l'inno della Tartuca: hai un nemico, sai chi è, lo incontri a testa alta e ti batti con lui. Chi vince lo decide la sorte, ma accidenti anche alla sorte, l'onore non te lo può levare nessuno.
E' un punto di vista anomalo?. Per motivi biografici, senz'altro. Nata IN Camollia, dopo i sei anni, chi scrive ha passato solo le vacanze nella Camollia reale, per di più frequentando pochi coetanei e pochissimi istriciaioli. La "sua" Siena e la "sua" contrada degli anni formativi erano quelli ricostruiti - parecchio extra moenia - da una mamma e da una nonna senesi fino al midollo, perfette maestre di etica, cultura, leggenda di contrada.
Chi scrive è dall'Istrice - chi non è d'accordo si faccia avanti. Certo, però, l'Istrice che conosce è quello di quarant'anni fa, per di più visto attraverso le lenti rosee degli espatriati. Quello di oggi, salvando due momenti di piena, assoluta comunione nel Doppio Sogno 2000-2002, ... la lascia perplessa.
Cos'è la rivalità di contrada per gente come lei, istriciaioli conservati nell'ambra (o mummie del Similaun in ghiaccio, se volete)?.
E' qualcosa di stilizzato, un po' samurai, segni, parole e gesti indecifrabili per chi è "di fuori" e che servono a dire: io sono una cosa e lei - l'Avversaria - un'altra. Avversaria, ad-versus, quel che ti sta contro, l'opposto, il contrario di te. Quello che definisce ciò che sei perché NON E' COME TE. E - in quanto tale - è molto più importante di qualsiasi amico o alleato.
Come si manifesta ciò?. In modi stilizzati, gesti fatti senza neanche pensarci, gusti e disgusti assorbiti dal tessuto della vita. Un bimbo che non vuole il vitello arrosto della rosticceria vicino al Monte ma solo quello del negozio di alimentari davanti alla chiesa dell'Istrice. La convinzione, seria, che una certa combinazione di colori è più brutta di altre. La cartolina di Tristezza a quattro colori che ferma lo scosso della Lupa pigliandolo per le briglie.
Un'avversione buona, non nel senso del buonismo ma in quello della "gran bontà dei cavallieri antiqui", che prima si prendevano a mazzate e poi, quando erano stanchi, si buttavano "sanza sospetto" a dormire sotto lo stesso albero. Un po' come convenire, tutti insieme, che per certi periodi dell'anno si vive in un universo parallelo, sottilmente diverso da quello di tutti i giorni, in cui ci si avversa, globalmente e in singolar tenzone, ci si batte, con regole uguali e ugualmente rispettate da tutte; e che nulla, degli umori e malumori di quell'universo, possa filtrare e sgocciolare nell'altro, quello della vita di tutti i giorni.
E' un'illusa, l'istriciaiola nell'ambra?. Ha creduto di no almeno una volta, vedendo la bandiera dell'Avversaria ("Sorridi al nemico, alla sorte / ti batti con onor") nella propria chiesa per il funerale di un'ex Priore dell'Istrice. Ma da allora è passata tanta acqua sotto i ponti...

       


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