- 1 dicembre -

304: S.Ansano patrono di Siena





La Maestà di Duccio. S.Ansano è il primo a sinistra inginocchiato
Giovanni di Paolo. S.Ansano che battezza i senesi


  
Sarebbe nato nel 284, figlio del senatore Tranquillino della famiglia Anicia, e avrebbe professato già giovanissimo la fede in Cristo. Il periodo storico non era ottimale per i cristiani: l'Impero romano in crisi politica e militare non poteva vedere di buon occhio chi parlava di amore universale, di pace e adorava un uomo morto in croce, considerata questa una morte infamante. Per di più, i cristiani si rifiutavano di considerare l'Imperatore come una divinità.
Venuto a contatto col cristianesimo a causa della matrona Massima, sarebbe stato scoperto e denunciato dallo stesso Tranquillino. Nel 302 Massima trovava il martirio, mentre Ansano, riuscito a fuggire, si sarebbe diretto lungo la Via Cassia prima a Bagnoregio (VT) e quindi ad Allerona, nei pressi di Orvieto (TR).
Secondo la leggenda devozionale, su invito di un angelo, si sarebbe quindi diretto a Siena dove si sarebbe unito ai parenti di papa Lucio I, martire nel 254.
A Siena Ansano iniziò a predicare il Vangelo e a battezzare i primi cristiani.
Numerosi furono i battesimi che Ansano si meritò il titolo di " battezzatore dei Senesi".
Ma anche a Siena si ritrovò osteggiato, tanto da dover sostenere la "prova del fuoco e dell'olio bollente" dalla quale sarebbe uscito illeso.
La tradizione dice che questa prova fu sostenuta nella zona della strada che oggi si chiama "Fosso di Sant'Ansano".
Tuttavia, per Ansano, questo non bastò ai senesi ed egli fu imprigionato, su ordine del proconsole Lisia, in una torre che per tradizione è stata localizzata su colle di San Quirico.
Da questa torre, dove oggi si trova la cappella cattolica a lui dedicata, avrebbe battezzato i senesi convertiti.
Di qui, sarebbe uscito solo il 1º dicembre 304 (o del 303, secondo altre notizie), destinato al martirio per decapitazione nella località di Dofana, dove in seguito è sorta la cappella in suo nome.
Il corpo rimase sepolto per secoli a Dofana, nella diocesi di Arezzo, fino a quando nel 1107 il vescovo di Siena, Gualfredo, e quello di Arezzo, Gualtiero, si accordarono e i senesi poterono andare a recuperare i resti di sant'Ansano (si narra del 6 febbraio) e li traslarono nel Duomo.
La testa del santo fu invece portata ad Arezzo, dove è ancora custodita in un reliquiario d'argento conservato nel Duomo.
Nel 1359 il corpo di Ansano fu bruciato da un fulmine. Rimangono il braccio sinistro a Dofana e quello destro a Siena. Un dito si conserva nella Pieve di San Giovanni Battista a Sant'Ansano, nel comune di Vinci.


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