- 21 novembre -

1995: la Messa con esorcismo






  
Sull'altare di San Pietro, nel cuore di Siena, don Gaetano Rutilo, durante l'omelia della messa di riparazione, interroga i fedeli sui possibili autori del furto delle ostie consacrate dal tabernacolo.
Davanti a lui, tra i banchi di legno lucidi, vede una donna sentirsi male, urla e parole sconnesse: il sacerdote prende il rosario e la benedice con l' acqua santa.
Un esorcismo, affermano increduli i fedeli, che assistono in silenzio mentre il sacerdote minimizza: "Si e' trattato di una semplice benedizione".
Accade in Castelvecchio, nel rione piu' antico di Siena.
La scalinata di San Pietro costeggia il palazzo della Pinacoteca, che ospita Beccafumi e Lorenzetti.
Qui, nel dedalo delle vie strette, don Gaetano da' appuntamento ai fedeli per un' ora di adorazione: una celebrazione fra le candele e l' incenso per ottere il perdono per il gesto sacrilego compiuto pochi giorni prima.
Ma mentre don Rutilo pronuncia le preghiere e chiede chi possa aver fatto quel furto una donna si sente male.
Improvvisamente comincia a urlare, sembra quasi un segno divino quella risposta inconsulta all'interrogativo lanciato dal parroco.
Attorno i fedeli restano in silenzio, e don Gaetano si avvicina e la benedice: sul suo corpo gocce di acqua benedetta e preghiere mormorate per una decina di minuti.
E tra le navate cala il silenzio. La donna torna in se' ma di quanto accaduto non ricorda nulla.
Don Gaetano, che nella diocesi non ha mai compiuto esorcismi, minimizza e glissa su quanto avvenuto a San Pietro: "Si e' trattato di una semplice benedizione durante una messa.
E' stato un episodio molto delicato. Quella donna si e' sentita male, ha avuto forse una crisi isterica, e la prima cosa che mi e' venuto spontaneo di fare e' stata quella di benedirla".
Giaculatorie, candele, preghiere possono avere creato un'atmosfera particolare cui la donna ha reagito con violenza, una specie di choc emotivo: "Quando si tratta di adorazione, spiega adagio don Gaetano, le parole e il rito sono particolari e possono forse suggestionare chi magari ha problemi psicologici. Quella donna la conoscevo solo di vista".
Sull'episodio vuole fare chiarezza anche la Chiesa senese, preoccupata soprattutto per i furti sacrileghi. Quelle ostie sparite nel nulla gettano sospetti su riti e messe nere.
"In 26 anni di sacerdozio Ŕ la prima volta che mi accade una cosa del genere", si rammarica don Gaetano. Un furto preoccupante anche perchŔ quel contenitore non aveva valcun valore materiale.
A messe nere e riti satanici pensano anche gli inquirenti, soprattutto ricollegando il furto ad altri episodi sospetti: dalla profanazione delle tombe nel piccolo cimitero di Scorgiano al ritrovamento di una busta con alcune ossa in un bosco a Monticiano, fino allo scempio di una delle statue della chiesa di Provenzano.

www.archiviostorico.corriere.it - Encolpio Natalia

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