- 13 ottobre -

1887: spaccio di banconote false




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Al tribunale correzionale nei giorni 20 e 21 correnti, discustevasi la causa contro Genesio Sampieri, detto il Moro, di anni 57; Genesio, che ha avuto la sua fama come fantino, sembra volesse provare se riusciva a far correre dei biglietti di banca falsi, come faceva correre certi cavallucci nel palio di luglio e di agosto.
Infatti nel 13 ottobre passato si recava la prato fuori di Porta Camollia, dove si teneva la fiera di bestiami, e acquistava dal cav. Domenico Malfatti un paio di buoi, dandogli in pagamento un biglietto della Banca Nazionale Toscana di L. 100, due, parimente da L.100, del Banco di Napoli, e infine sessantacinque biglietti di stato da L.5.
Finquì i biglietti avevano corso, ma fu il trotto dell'asino, perchè si fermarono alla cassa del Monte dei Paschi dove tutti i biglietti, ad eccezione di quello della Banca Toscana, furono sequestrati, perchè riconosciuti falsi.
In seguito a ciò il Sampieri veniva arrestato e compariva poi dinanzi al tribunale come imputato di spendimento doloso di carta pubblica di credito contraffatta, scientemente da lui acquistata, senza però il concorso nella contraffazione.
L'accusa era sostenuta dal sostituto procuratore del Re avv. Falaschi e Petreni.
La difesa sollevò un incidente chiedendo il rinvio della causa per ottener una perizia, ma essendo stato negativamente risoluto dal tribunale, la causa proseguì e il p.m. nella sua requisitoria chiese la condanna del Sampieri a tre ani di carcere e alle spese del giudizio, mentre i difensori sostennero calorosamente l'assoluzione del proprio raccomandato.
Il tribunale condannava il Sampieri a due anni di carcere, alle spese del giudizio e alla restituzione dei bovi e di altri oggetti sequestratigli.

     

Articolo tratto da "Il Libero Cittadino" del 26 gennaio 1888

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