- 14 luglio -

1905: nacque la Batina




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Quando entrò in vigore la legge Merlin, a Siena esistevano tre case di tolleranza: la Chiccona in Castelvecchio, Iride nel Rialto e Casa Cristina, la più esclusiva, a metà dell'attuale via Nino Bixio.
La case del Rialto e di Castelvecchio erano popolari e a prezzi contenuti, luoghi prediletti di studenti, operai, perdigiorno e artigiani. Casa Cristina si dice invece che fosse stata voluta dalle gerarchie fasciste e che fosse il luogo prediletto dei notabili, della borghesia e dei benestanti.
Oltre a questi luoghi canonici e al tempo legali, numerosa era anche la presenza di libere professioniste. Si può dire che vi fossero in ogni rione. Alcune lavoravano full time, altre ed erano la maggioranza, saltuariamente "per arrotondare lo stipendio".
Un nome fra tutti, a metà tra leggenda e l'aneddoticaera fu quello di Gina Parrini detta "La Batina", resa ancor più famosa da canti di operette goliardiche, che nata il 14 luglio 1905, esercitò la "professione" fino a tarda età.
Visse per molti anni in Salicotto, ma era facile incontrarla nei pressi dell'ingresso della Forezza Medicea, sotto il Ponte della Vecchia. Ciò indussere molti senesi a credere che tale toponimo derivasse dal luogo dove ella lavorava.
Il ponte invece si chiama così da ben prima che la veneranda vecchietta dispensatrice di amori a pagamento venisse al mondo. L'origine del nome è da ricercare nella presenza di una statua che rappresentava una vecchia situata nel ponte della Fortezza.
Questa statua originariamente era collocata alla Fonte denominata della Vecchia di Pantaneto, ma quando nel 1815 questa Fonte venne interamente ridisegnata dall'architetto Serafino Belli, la statua venne trasferita al ponte della Fortezza Medicea perchè non in sintonia con la nuova architettura.
Nel 1829, però, una mano ignota distrusse la statua della vecchia che andò così irrimediabilmente perduta.





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