- 24 giugno -

1762: nacque Piaccina, il fantino più anziano a vincere il Palio





  
Alcuni autori, fra cui Virgilio Grassi, attribuiscono a Piaccina un’impresa sensazionale: avrebbe vinto il Palio all’età di 72 anni. La notizia non è esatta, pur confermandosi fenomenale la longevità di Piaccina quale fantino di Piazza.
Egli conseguì la sua ultima vittoria a 64 anni e concluse la carriera quando ne aveva già compiuti 69. La data di nascita di Luigi Menghetti è puntualmente annotata in un settecentesco registro delle nascite presso la Prepositura di Empoli.
Piaccina si fece conoscere dai suoi contemporanei anche per il carattere rissoso ed egoista, che fu all’origine di molti episodi.
Il Cancelliere del Comune Pietro Nenci così descrive la rissa che scoppiò fra Piaccina, fantino del Montone e Vecchia, fantino del Nicchio, in occasione del Palio di agosto del 1800: “Due birbanti di fantini, cioè quello del Nicchio e del Montone sul punto di cadere il canape si presero e tennero alla mossa, di modo che i loro cavalli non si mossero ed essi attaccarono a nerbate, pugni, morsi e graffichi fino al punto che arrivarono gli altri cavalli che avevano già fatta una girata.
Allora col pericolo di essere schiacciati, abbandonarono i loro cavalli e continuarono non ostante a battersi contro gli ordini, di modo che fu necessario che i soldati li separassero a forza di bastonate.
In pena di ciò furono arrestati, e condotti in carcere, ove vi stettero fino alla mattina susseguente“.
La rivalità fra i due fantini esplose di nuovo nel 1810. Di luglio Vecchia, correndo nel Leocorno, al primo giro a San Martino portò a dritto la Civetta, dove correva Piaccina sul miglior cavallo.
Il duello si ripeté d’agosto. Vecchia correva nel Bruco e Piaccina nella Torre.
Dopo un aspro scambio di nerbate caddero entrambi. Il primo a rialzarsi fu Piaccina, che saltò sul cavallo scosso del Bruco, impossessandosene come di un trofeo di guerra sottratto al nemico.
Nel 1813 le cronache ci presentano un Piaccina egoista, punito dagli altri fantini.
Racconta il Cancelliere del Comune nella cronaca del Palio di agosto che “tutti i fantini erano contro Piaggina, perché il due luglio ultimo aveva vinto il Palio e non aveva voluto dar niente ad alcuno”.
Subito dopo la mossa Piaccina, che correva nell'Aquila, fu aggredito da Serafino, fratello di Vecchia, e da Brandino, che correvano rispettivamente nel Nicchio e nel Drago, e fu buttato giù da cavallo.
Dopo di che Brandino afferrò per le redini il cavallo scosso dell’Aquila e lo portò a spasso per la pista.
L’anno successivo fu Cicciolesso, fantino del Nicchio, a incaricarsi di fermare Piaccina, fantino dell’Oca, saltando in corsa sul suo cavallo.
Infine nel luglio 1827 a Piaccina, ormai sessantacinquenne, fantino dell’Istrice, la vittoria fu impedita da uno spettatore, tale Mannajone di professione macellaio.
Mannajone, entrato in pista nel tratto fra San Martino e la Cappella, si avventò su Piaccina, che aveva guadagnato la prima posizione, e lo tirò giù da cavallo.
L’aggressore fu poi processato e condannato a indennizzare Piaccina. E però difficile immaginare che gli istriciaioli abbiano trovato consolazione da quella sentenza.



Aneddoto tratto da "Ora come allora" di E.Giannelli e M.Picciafuochi

     per tornare alla pagina iniziale del Palio di Siena