- 8 maggio -

2014: l'arresto di Ferdinando Minucci




             


  
Le fiamme gialle del Comando Provinciale di Siena, nella mattinata odierna, hanno eseguito quattro misure cautelari domiciliari disposte dal G.I.P. Ugo Bellini del locale Tribunale a conclusione dell’operazione “Time Out” condotta nei confronti della precedente dirigenza della Mens Sana Basket S.p.a..
Il Giudice, vagliate le richieste avanzate dal P.M. titolare delle indagini Dott. Antonino Nastasi, ha disposto l’effettuazione di quattro arresti domiciliari nei confronti dell’attuale Presidente della Lega Basket Ferdinando Minucci, già presidente della Mens Sana Basket, della sua principale collaboratrice Olga Finetti già Segretario generale della società sportiva, di Stefano Sammarini e Nicola Lombardini soci della Essedue Promotion S.a.s. e della Brand Management S.r.l., per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali (Artt. 416, 81 e 110 C.P. e artt. 2 e 8 D.Lgs.74/2000).
Il G.I.P. ha altresì ordinato sequestri di beni di valore corrispondente alle imposte evase per un totale di 14 milioni di Euro così ripartiti: fino alla concorrenza di € 9.835.479 per Ferdinando Minucci e Olga Finetti e di € 4.045.933 per gli altri due associati.
Le indagini condotte per oltre due anni dalla Compagnia della G. di F. di Siena hanno consentito di ricostruire una serie di alterazioni contabili e di bilancio, fatture false e manipolazioni delle dichiarazioni dei redditi della Mens Sana Basket negli anni dal 2006 al 2012, ad opera del gruppo criminale che aveva nel presidente Minucci il suo ideatore e regista.
La gestione della società sportiva con metodi illeciti ha portato ad ingaggiare atleti di fama internazionale pagati anche in nero su conti esteri (consentendo a loro volta a n. 25 giocatori di sottrarsi alla tassazione dei redditi in Italia), alterare i risultati dei bilanci, produrre provviste di denaro contante per l’arricchimento personale e per spese fuori bilancio.
Un’altra fase dell’inchiesta ha riguardato l’analisi dei bilanci dal punto di vista civilistico con l’esame della complessa operazione di cessione del marchio Mens Sana che ha visto la supervalutazione dello stesso in € 8.000.000.
Tale cessione ha consentito alla società sportiva di “alterare” i propri bilanci inserendo una plusvalenza straordinaria di oltre otto milioni di Euro anziché contabilizzare il ricorso al credito (Banca MPS) che nella realtà era stato effettuato. Questo dato, unitamente all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per complessivi 22,5 milioni euro, ha di fatto alterato e sistematicamente falsificato le poste iscritte al bilancio al fine di fare apparire una situazione patrimoniale e finanziaria più florida di quella reale, nonché abbattere le imposte da pagare all’erario.
Le fonti di prova acquisite sono state utilizzate anche in campo fiscale mediante la verbalizzazione di recuperi di basi imponibili pari a 27 milioni di euro a cui si aggiunge l’IVA evasa per 15 milioni di euro, ritenute previdenziali non versate per quasi 3 milioni di euro, redditi non dichiarati dai giocatori di basket per 16 milioni di euro.



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