- 30 aprile -

1957: Travolta da un'auto partita da sola in Piazza del Campo







  
La Piazza del Campo è stata teatro ieri mattina di un mortale incidente che è costato la vita alla settantottenne Antonietta Bracci Politi, abitante in via Pantaneto n°31. Alle 12.40 la Bracci Politi strava traversando la piazza quando, giunta quasi nel centro, veniva investita e gettata a terra da un auto targata Siena 15200 di proprietà del signor Mario Cantucci, fu Stefano, abitante a Montepulciano.
In Cantucci, venuto a Siena in mattinata, aveva posteggiato la sua auto davanti all'oreficieria Permuti, proprio ai bordi della Piazza del Campo, allineandola assieme ad altre vetture.
Verso le ore 12.40 il Cantucci tornava al proprio automezzo, proponendosi di partire. Apriva la porta sinistra per sistemare alcuni pacchi nell'interno dell'auto, dopodichè chiudeva lo sportello posteriore.
Proprio in quel momento la macchina si muoveva verso il centro della piazza e in breve tempo acquistava una discreta velocità. Probabilmente il colpo dello sportello aveva disinnescato la marcia o il freno.
Il guardiano del posteggio Oreste Orioni, è stato il primo ad accorgersi del fatto, precipitandosi verso l'auto nel disperato tentativo di arrestarne la corsa.
Riusciva soltanto ad afferrala per una maniglia, ma data la velocità assunta dall'automezzo non poteva trattenerlo cosicchè il veicolo dopo circa quaranta metri di corsa, piombava sulla Bracci che probabilmente non aveva neanche udito le grida di allarme dell'Orioni.
La poveretta veniva travolta e rimaneva esanime al suolo gravemente ferita. L'auto andava a fermarsi sempre all'interno della piazza dopo aver compiuto un semicerchio sulla sinistra all'altezza della macelleria Fontani.
La poveretta subito soccorsa, a mezzo di una ambulanza della Misericordia, veniva trasportata al Policlinico dove i sanitari emettevano il seguente referto: contusione occipitale, epistassi, frattura della gamba destra, sospetta frattura della spalla sinistra, grave stato di choc, guaribile in trenta giorni s.c.
Su richiesta dei familiari la Bracci veniva ricondotta al proprio domicilio, ma le sue condizioni andavano sempre più aggravandosi tanto che alle 14.30 cessava di vivere.
Il cadavere è stato posto a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sul luogo dell'incidente intervenivano i vigili urbani per i rilievi di legge.

La Nazione, 1° maggio 1957

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