- 5 marzo -

1834: nacque Marietta Piccolomini grande cantante lirica




       



  
Marietta Piccolomini Clementini nacque a Siena il 5 marzo 1834 da tra le più antiche familgie della nobiltà senese. Era la maggiore di tre figli. La casa del conte Carlo, il padre di Marietta, doveva essere un ambiente sereno, in cui, nonostante sia metà ottocento, c’era dialogo.
Deve essere, quella del conte Carlo, anche una famiglia piuttosto liberale per permettere a Marietta, in età molto giovane, di intraprendere la carriera di cantante.
Vero è che molti articoli dell’epoca, nel riferire del caso straordinario di questa giovane nobildonna che affronta con successo le scene dell’opera, non tralasciano di accennare come ella abbia dovuto lottare non poco per convincere i genitori ad assecondare questa sua inclinazione, ma rimane il fatto che Marietta Piccolomini, a un mese dal compiere 18 anni, nel febbraio del 1852, debutta alla Pergola di Firenze con Lucrezia Borgia di Donizetti.
E il fatto di intraprendere la carriera di cantante non è una improvvisazione, ma la risultante di una educazione accurata che Marietta ha ricevuto e che ha tenuto conto delle sue disposizioni naturali fin dalla primissima infanzia, anche se solo nel 1851, convinti dal successo ottenuto cantando per scopi filantropici in una accademia cittadina, il conte Carlo e la contessa Teresa decidono di farla passare a studi più perfezionati con il maestro Romani, tra i migliori dell’epoca, a Firenze.
Inizia così un periodo che condurrà non solo Marietta, ma tutta la famiglia del conte Carlo in giro per l’Italia, l’Europa e perfino gli Stati Uniti, in una continua tournée durata circa otto anni.
Nell’autunno dello stesso 1852 la troviamo a Roma al teatro Argentina e il pubblico romano mostra grande apprezzamento per lei. I giornali ne enfatizzano le doti sceniche e le capacità interpretative evidentemente uniche, tali da essere unanimemente ricordate in tutti gli articoli su di lei in Italia e all’estero.
Se si pensa al basso livello di considerazione sociale in cui, ancora per tutto l’ottocento e oltre erano tenuti gli attori in genere e , in particolare, le donne di teatro, viene da chiedersi veramente come sia stato possibile che una famiglia di tanto antica nobiltà abbia potuto acconsentire a tale scelta della figlia. Probabilmente la verità più semplice è quella più evidente: Marietta era dotata e ben preparata, il canto lirico era l’espressione artistica e la forma di intrattenimento che maggiormente polarizzava l’attenzione della buona società dell’ ‘800 e i conti Piccolomini hanno finito per non trovare poi né così disdicevole, né disonorante che la figliola si dedicasse, per un periodo della sua vita, all'attività di cantante.


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