- 11 febbraio -

1844: soppressione della Regia Cavallerizza






  
Destinato all'uso della Compagnia dei Cento Cavalieri Senesi, istituita da Cosimo I nel 1568, il prato della Lizza ospitò in seguito una scuola di maneggio creata dal napoletano Mendolla dietro i precetti d'un altro napoletano, il duca di Santa Paolina.
Regolata nel 1740 dal granduca Francesco II, che vi fece costruire una fabbrica detta comunemente “Il Capannone”, la Cavallerizza fu diretta dal pisano Niccolò Rosselmini, autore di un celebre manuale del maneggio, e poi da Carlo Landi e Filippo Sergardi, i quali ebbero come allievi anche i convittori del Collegio Tolomei.
Distrutta dalle bande aretine del “Viva Maria” nel 1799, l'Accademia del maneggio - proprio su istanza del rettore del Tolomei - fu ripristinata a spese dello Scrittoio delle Regie Possessioni e aggregata alla comunità di Siena.
Da 1818 la Cavallerizza tornò a dipendere direttamente dal governo granducale, con la clausola che il direttore di essa avrebbe percepito i cinque sesti del contributo offerto dagli scolari del Collegio Tolomei.
Soppressa infine con rescritto dell'11 febbraio 1844 come istituzione governativa, la Cavallerizza - acquistata dal Comune - rimase in uso per qualche tempo ancora al Collegio con soli due cavalli.
A partire dal 1859, nel terreno presso il pubblico passeggio della Lizza conosciuto col nome “l'Arena”, Francesco Montemaggi iniziò la costruzione di un teatro diurno, adiacente alla soppressa chiesa di S. Barbara, divenuta fabbrica e mescita di birra.


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