24 DICEMBRE 1960


Devo confessare che sono rimasto indeciso se riportare l'articolo de "Il Mattino", che descriveva la morte di mio nonno Bruno avvenuta durante le feste natalizie del 1960 a seguito di un incidente automobilistico. A quel tempo non avevo neppure sei anni e ne fui tenuto all'oscuro, ma quando mi sono accinto a tracciare la storia dei Papei, non ho potuto esimermi dal leggere il crudo linguaggio di quella cronaca. Fra tutte, una frase mi rimase impressa: "sulla macchina vi erano molti doni per i nipotini".
Come uno dei tre nipoti in questione (gli altri erano Gian Piero e Sandro Nerli, figli di Mara Papei), non ho quindi avuto esitazione e ho deciso la pubblicazione integrale del trafiletto, cercando in qualche modo di ricordare l'infinito affetto che nostro nonno ci aveva dimostrato per l'ultima volta nella sua vita.

UN SENESE SCHIACCIATO DALLE RUOTE DI UN AUTOTRENO

Concessionario di una fabbrica di auto a Foligno, era stato per molti anni vice economo degli ospedali di Siena


Torrita, 24

A circa due chilometri dall'abitato, nel tratto di levante dell'interprovinciale Siena-Perugia, in localitÓ Belvedere, stamani verso le 10 Ŕ avvenuto un tragico scontro di cui Ŕ rimasto vittima il signor Bruno Papei, di 58 anni, senese, da anni residente a Foligno in via Brigate Garibaldine 11, dove era concessionario di una casa di automobili.
Il Papei era alla guida di una "600" targata PG 36385 e aveva accanto la moglie Iris Frati, di 57 anni. I due viaggiavano alla volta di Siena per trascorrere il Natale unitamente ai figli e ai nipoti.
Sulla macchina, infatti, vi erano molti doni per i nipotini. Il Papei aveva appena effettuato la curva detta di Galea, che si trovava di fronte l'autotreno Lancia "Esatau" targato SI 25270, condotto da Giulio Biancucci, di 38 anni, da Sinalunga, frazione Bettolle, carico di laterizi, diretto a Perugia.
Probabilmente per evitare l'urto, il Papei dava un colpo di sterzo verso destra, ma il suolo reso viscido dalla pioggia faceva sbandare l'utilitaria che slittava andando a sbattere contro il parafango posteriore sinistro del camion. Nell'urto lo sportello della "600" si apriva e il guidatore veniva sbalzato sull'asfalto, andando a finire proprio davanti alla ruota posteriore sinistra del pesante autotreno che li schiacciava il torace.
Intanto la "600" con la signora Frati a bordo finiva la sua corsa contro un muro.
Il Biancucci bloccava il pesante automezzo e scendeva per prestare soccorso al Papei, ma purtroppo tutto era inutile; il poveretto era giÓ morto. Allora apprestava aiuto alla signora Frati, che veniva trasportata all'ospedale Maestri dove le riscontravano una ferita alla regione orbitaria sinistra, giudicata guaribile il 8 giorni. Sul posto si recavano prontamente il maresciallo maggiore Giuseppe Bertusi, comandante la sezione dei carabinieri di Torrita e il brigadiere Giuseppe Rinaldi, per gli accertamenti del caso. Susseguentemente giungeva il procuratore della Repubblica di Montepulciano dott. Cappellina che ordinava la remozione del cadavere nonchŔ la necroscopia che veniva eseguita presso l'obitorio dell'ospedale di Torrita.
Il Papei era molto conosciuto a Siena avendo per lunghi anni ricoperto la carica di vice economo degli ospedali riuniti di Santa Maria della Scala, e la sua tragica fine ha suscitato molta impressione.

(da il quotidiano "Il Mattino' del 25 dicembre 1960)