Cronaca del Palio del 2 luglio 1965




La prima vittoria di Aceto coincide con il drammatico addio al Palio del grande Vittorino.
Alla terza prova Vittorino è nel Leocorno, nonostante abbia già preso un accordo con un’altra contrada, la cavalla Zanetta è nervosissima, forza il canape e cade insieme al suo fantino.
Le conseguenze sono disastrose, la frattura al braccio non permetterà più a Vittorino di correre il Palio, finisce cosi la carriera di uno dei migliori fantini di tutti i tempi, sette vittorie in sole ventidue presenze.
Sempre nella terza prova ci sono altri due episodi decisivi per il Palio.
Daria toccata per la terza volta di fila alla Torre si infortuna, la Contrada di Salicotto dirotta Rondone verso la Civetta che dà il benservito a Lenticchia.
Un altro favorito sembra uscire di scena alla terza prova, Aceto cade rovinosamente da Topolone che viene esentato per le altre prove: nonostante tutto, l’Aquila conferma la fiducia al giovane fantino sardo.
Con Topolone in precarie condizioni e la Torre fuori gioco, salgono le quotazioni dell’Onda con Selvaggia e di Giove che cerca la sua prima vittoria.
La prima mossa è molto confusa, viene annullata e si ricorre alla seconda busta.
L’Aquila è di rincorsa, Peppinello nella Pantera è deciso ad ostacolare Aceto, ma la sua manovra danneggia solo il Drago che cade al canape.
Intanto Onda, Istrice e Montone sono partite prime e girano in quest’ordine a San Martino, l’Aquila è quarta.
Al primo Casato la svolta del Palio: Giove cade finendo nei palchi, Tristezza è costretto a richiamare Falco, Aceto rischia di cadere, ma resta miracolosamente a cavallo e passa in testa.
Topolone in breve fa il vuoto, dietro vana la rincorsa di Arianna scossa, dell’Istrice e del Montone. Per Aceto il primo successo alla terza presenza in piazza.


Testi tratti da "Daccelo!" di Roberto Filiani; foto dei drappelloni da "Pallium"