Cronache dei Palii del 1953


2 LUGLIO 1953


La tratta, illuminata da uno splendido e cocente sole, venne articolata in 4 batterie che permisero una serena scelta da parte dei Capitani; furono tutte molto combattute per la presenza di molti soggetti nuovi della Piazza.
Il sorteggio assegnò i cavalli nel seguente ordine:
Bruco: Ravi del Sig. Giachetti - Chiocciola: Gioioso del Sig. Chiezzi - Leocorno: Fontegiusta del Sig. Papi - Nicchio: Turbolento del Sig. Fontani - Oca: Mitzi del Sig. Bianchini - Onda: Lirio del Sig. Pianigiani - Pantera: Anita del Sig. Busisi - Selva: Gaudenzia del Sig. Celli - Tartuca: Tarantella del Sig. Pepi-Provvedi - Torre: Sarò e non Sarò del Sig. Fontani.
L'impressione generale era che i favoriti fossero la Pantera, la Selva e l'Onda, ma il Palio, come sempre, appariva molto incerto.
La sera della prima prova corsasi alle 19,25 alla presenza di circa trentamila persone, le Contrade entravano tra i canapi nell'ordine seguente: Pantera (Lampino), Chiocciola (Imolo), Nicchio (Vittorino), Oca (Remo), Bruco (Smania), Tartuca (Gentili), Selva (Ivan), Onda (Albano), Torre (Mezzetto), Leocorno (Ganascia).
Subito dopo la partenza, prese la testa la Selva tallonata dal Bruco. Al primo giro al Casato il fantino della Selva cadde, così come quello dell'Oca ed il Bruco passò primo.
Al secondo giro però la cavallina della Selva riuscì a raggiungere la Contrada di testa e, dopo un attimo di indecisione, riuscì a superarla andando a vincere una bella prova, seguita dal Bruco, Onda e Nicchio nell'ordine.
Nella caduta il fantino della Selva non riportò alcuna ferita, mentre quello dell'Oca, Remo Antonietti, venne ricoverato e poi dimesso sotto la propria responsabilità, con una prognosi di 6 giorni.
La seconda prova non molto combattiva, venne vinta dalla Pantera che, prese la testa subito dopo la mossa, non dovette respingere nessun attacco delle rivali e finì la corsa indisturbata.
La terza prova fu invece combattutissima e 4 Contrade si dettero battaglia per la vittoria.
Il Nicchio riuscì a superarle dopo una corsa condotta sempre in testa (da notare che Vittorino era al suo esordio sul Campo), seconda arrivò la Tartuca seguita dall'Onda e dall'Oca.
La quarta prova fu caratterizzata dall'infelice partenza della Selva. Lo scatto fulmineo di Gaudenzia non si ripeté come altre volte e la Pantera e il Leocorno presero il largo.
Al secondo giro però, con una eccezionale progressione, la Selva si portò sui primi, per superarli e vincere in bellezza.
Nella corsa si infortunò il cavallo della Torre.
La prova generale vide la bruciante partenza del Nicchio che rimase primo per un giro.
Quando il fantino decise di non forzare più, passarono Onda, Oca e Chiocciola che si disputarono la vittoria.
La spuntò l'Onda e il fantino Gentili; l'Onda e la Tartuca si erano scambiate i fantini e Albano vestiva la casacca giallo-azzurra.
La provaccia, come al solito scialba, venne vinta dalla Chiocciola.
La sera del Palio le Contrade entrarono tra i canapi nel seguente ordine:
Bruco - Ravi (Smania), Nicchio - Turbolento (Vittorino), Selva - Gaudenzia (Ivan), Torre - Sarò e non Sarò (Mezzetto), Chiocciola - Gioiosa (Imolo), Onda - Lirio (Gentili), Pantera - Anita (Lampino), Oca - Mitzi (Arzilli), Tartuca - Tarantella (Albano), Leocorno - Fontegiusta (Ganascia).
Il mossiere ebbe notevoli difficoltà per allineare le Contrade. I cavalli, innervositi dai fantini, non stavano fermi, e molte contrade cambiarono di posto.
Quando finalmente il mossiere potè cogliere l'attimo buono, il Nicchio prese la testa seguito dalla Pantera, Onda, Oca e Selva, mentre all'esterno la Tartuca ebbe un'eccezionale rimonta che la portò a curvare seconda, dietro al Nicchio, al primo giro a S. Martino. Dietro intanto si scatenava una tremenda lotta fra l'Onda e l'Oca per la conquista della posizione di rincalzo, e si fece luce velocissima anche la Torre, ma il proprio fantino, Mezzetto, cadde malamente al Casato, trascinandosi dietro anche la Selva ormai tagliata fuori da ogni possibilità di vittoria.
La Tartuca intanto riusciva a recuperare metro per metro il terreno che la separava dal Nicchio ed al secondo giro a S.Martino riusciva ad entrare in testa favorita nel sorpasso dalla caduta del Nicchio. Albano, una volta preso il comando, si limitò a controllare la corsa e nessun'altra Contrada fu in grado di impensierire la sua marcia verso la vittoria.
Il trionfo della Tartuca provocò un'enorme sorpresa negli ambienti contradaioli.
Infatti il cavallo Tarantella non era certo tra più contesi della Piazza.

16 AGOSTO 1953


15 soggetti, tra i quali molti nuovi della Piazza, vennero prescelti nel Cortile del Podestà.
Vennero corse 4 batterie di selezione che misero in mostra le doti dei cavalli nuovi, ed infatti alcuni di essi, insieme con altre vecchie conoscenze della Piazza, vennero scelti e così assegnati:
Onda - Tarantella - Sig. Provvedi; Civetta - Sayda - Sig. Silvio Gigli; Tartuca - Fusina - Sig. Pianigiani; Torre - Ilia - Sig. Fontani; Selva - Mitzi - Soc. Bi-Fo; Istrice - Dorina - Sig. Ramalli; Pantera - Lirio - Sig. Pianigiani; Oca - Buriana - Sig. Masi; Lupa - Gaudenzia - Sig. Celli; Leocorno- Fontegiusta - Sig. Papi.
Le favorite vennero indicate nella Torre, Lupa, Onda e Tartuca. La sera della prima prova le Contrade entrarono tra i canapi nel seguente ordine:
Selva - Ganascia, Pantera - Marino, Tartuca - Albano, Lupa - Ivan, Istrice - Mezzetto, Torre - Remo, Civetta - Arzilli, Oca - Renzino, Leocorno - Vittonino, Onda - Gentili.
Subito dopo la mossa scattava per primo il Leocorno seguito dagli altri in gruppo.
La Lupa riusciva però a farsi luce passando in testa, e tallonata dall'Istrice. La Contrada di Vallerozzi vinse la prova seguita da Istrice, Leocorno, Onda e Pantera.
Dopo la corsa una violenta zuffa si scatenò nei pressi del Casato tra torraioli e tartuchini che durò alcuni minuti.
La seconda prova venne vinta dalla Pantera che superò il Leocorno dopo una bella lotta.
Da registrare le cadute della Civetta e dell'Istrice entrambe senza conseguenze per i fantini.
Nella terza prova rimase assente il cavallo della Selva che si era infortunato nella corsa della mattina. Vinse la Torre che superò la Lupa entusiasmando i contradaioli di Salicotto che vedevano aumentare sensibilmente, le proprie possibilità di vittoria.
La quarta prova venne vinta dalla Lupa mentre la prova generale registrò l'affermazione del Leocorno dopo una corsa serrata e combattuta.
La sera del Palio le Contrade vennero chiamate tra i canapi nel seguente ordine:
Selva - Mitzi (Arzilli), Onda - Tarantella (Gentili), Leocorno - Fontegiusta (Pietrino), Civetta - Amaranto (Saida), Torre - Ilia (Remo), Tartuca - Fusina (Albano), Istrice - Dorina (Mezzetto), Oca - Buriana (Lampino), Pantera - Lirio (Vittorino), Lupa - Gaudenzia (Ivan).
Subito dopo la mossa scappò prima la Selva seguita dall'Istrice che nerbava furiosamente la Lupa.
Il fantino di Camollia, Mezzetto, con una corsa grandiosa per spericolatezza e coraggio, riuscirà persino a portarsi in testa. Al terzo giro a S.Martino il fatto che decise il Palio.
L'Arzilli, che stava portandosi di nuovo in testa, cadde, ma il cavallo continuò ugualmente la propria corsa.
Per la salita del Casato, mentre l'Istrice cercava disperatamente di passare, si ebbe un fatto inconsueto; lo Zoe, grande contradaiolo dell'Istrice, scomparso poi tragicamente, entrò in pista cercando di fermare il cavallo della Selva.
La cosa non riuscì e la Selva vinse, dopo 34 anni di amarezze, questo Palio.
Per un rione che ride, ce n'è uno che piange.
Ma per Camollia e per il proprio fantino Mezzetto l'appuntamento con la vittoria venne solo rinviato di pochi anni.


Testi tratti da "Il Mangia" n°37, ricerche e scritti del sig. Mauro Marzucchi, foto dei drappelloni da "Pallium"