Cronache dei Palii del 1910


3 LUGLIO 1910

Le ultime prove

Sabato sera moltissimo pubblico assistè alla prova generale, la quale offre uno speciale interesse. La corsa infatti riuscì benissimo e fu vinta dalla contrada della Tartuca.
Al secondo giro della pista, presso la mossa cadde il fantino della Pantera, il quale riportò qualche contusione.
La cosiddetta provaccia, effettuata ieri mattina, fu vinta dalla contrada dell'Onda.

La città animatissima

Fin dalle ore 8 di ieri mattina il Campanone della storica torre del Mangia aveva suonato a festa. La città era tutta adorna di drappi e bandiere. Ai confini delle contrade ed alle abitazioni del capi di esse sventolavano altre bandiere, molto ammirate da coloro che visitavano per la prima volta la nostra città in occasione del Palio.
Le vie rigurgitavano di forestieri, gli alberghi, dai più eleganti ai più modesti, ed i ritrovi pubblici erano affollatissimi.
I locali degli Amici dei Monumenti, nel palazzo Patrizi, in via Umberto I, dove si ammirano i lavori esposti dagli artisti signori Bastianini, Colucci, Corsini e Salvetti, furono frequentatissimi durante la giornata.
Nel pomeriggio, specie dopo le ore 16, la circolazione era resa oltremodo difficile da una folla enorme e varia specie nelle vie Cavour, Umberto I, del Capitano e Stalloreggi, per le quali transitavano pure le comparse delle contrade, onde recarsi in piazza del Duomo presso la Prefettura per rendere i consueti omaggi, e disporsi quindi in corteo verso via del Casato.

Il corteo

Un effetto meraviglioso, come sempre, presentava la nostra bellissima Piazza del Campo, che si era riempita di pubblico moltissimo tempo avanti lo spettacolo.
Alle ringhiere ed alle finestre erano appesi arazzi multicolori.
Alle ore 18,30 circa, dopo lo sgombro della pista, al suono del Campanone fece il suo ingresso il corteo, sfilando nell'ordine da noi già pubblicato.
I giuocatori di bandiera e specialmente gli alfieri del Drago e dell'Aquila eseguendo il difficilissimo "salto del fiocco" furono calorosamente applauditi durante il giro della pista.
Il corteo riuscì ordinatissimo.

La corsa

Le ore 19 erano suonate da poco all'orologio della torre del Mangia, quando fu dato il segnale dell'uscita dei fantini dal portone del Palazzo Comunale.
La mossa, data fra un emozionante silenzio delle migliaia di spettatori, fu bellissima, e le contrade partirono in gruppo compatto, meno la contrada dell'Oca che rimase ferma al canape, essendosi impuntato il cavallo.
La testa del gruppo, che prese una andatura velocissima, fu guadagnata dall'Onda, ma fu presto raggiunta e sorpassata dal Montone, il quale per più di un giro vivacemente lottò con la contrada del Nicchio, il cui cavallo tentava sempre di passare innanzi, senza mai riuscirvi per la bravura del fantino del Montone che seppe adoperare il nerbo.
All'ultimo giro, all'angolo del Casato, la Tartuca, approfittando della continua lotta fra le due precedenti contrade riuscì a piazzarsi seconda, avvicinandosi, celermente al Montone che vinse la corsa.
Seguivano il Nicchio e l'Onda.

Nel "Montone"

Il Palio, artistico e bellissimo lavoro del giovane pittore sig. Aldo Piantini, il quale vinse il concorso indetto per il bozzetto fra gli allievi dell'Istituto di Belle Arti, venne portato in trionfo nella contrada vincitrice, dove già si era riversata una moltitudine di gente che prendeva parte all'entusiasmo dei contradaioli che sventolavano bandiere ed emettevano grida altissime di gioia, accompagnate dal rullìo dei tamburi e dal suono delle campane delle chiese circonvicine.
Il Seggio della Contrada aveva fatto aprire i propri locali, in modo che i visitatori fra i quali notammo molti forestieri, poterono ammirare fra l'altro i palii vinti dalla contrada del Montone, compreso quello corso in occasione del Congresso tenuto dalla Dante Alighieri.
Tutto il rione fu in breve tempo illuminato a padellette e rimase fino a tarda ora stipato di pubblico e festante.
Il fantino vincitore della corsa è un corridore ben noto nella nostra città per aver riportato numerose vittorie in altre contrade. Egli è Angelo Meloni, soprannominato Piccinetto.
Il cavallo vincitore è un bello e giovane sauro.
Quest'oggi la contrada del Montone ha fatto con la comparsa il giro della città per rendere gli omaggi alle contrade alleate.

16 AGOSTO 1910

L'animazione in città

Fino dalle prime ore del pomeriggio, quando il Campanone della Torre del Mangia aveva suonato a festa, la circolazione si era resa oltremodo difficile nei punti più frequentati.
Le vie caratteristiche della nostra città sembravano rallegrate dallo sventolìo di cento e cento bandiere dai più svariati e vivaci colori, formando l'ammirazione dei forestieri che in numero molto superiore agli anni decorsi si sono recati a godersi lo spettacolo del Palio.
Poco dopo le ore 16 le contrade, muovendosi dalle rispettive sedi, si avviarono verso il cortile della Prefettura, in Piazza del Duomo, per rendere le consuete onoranze, e disporsi quindi in corteo.

La piazza del Campo

Molto tempo avanti che incominciasse lo spettacolo, la Piazza del Campo si era riempita di pubblico.
Alle finestre ed alle ringhiere erano appesi arazzi multicolori che davano al severo ambiente un carattere di vivacità e di gaiezza.
Dopo che la pista fu sgombrata dagli agenti della forza pubblica e dai carabinieri a cavallo, questi fecero al trotto il consueto giro della piazza.

Il corteo

Poco dopo le ore 18, al suono del Campanone della Torre del Mangia, fece il suo ingresso nella piazza lo storico corteo dalla parte di via del Casato.
Ammiratissimi furono i giuocatori di bandiere specialmente gli alfieri Forni e Brecchi, rispettivamente nelle contrade Aquila e Drago che con vera maestria eseguirono più volte il famoso "salto del fiocco".
Nell'insieme lo sfilamento riuscì abbastanza ordinato.

La corsa

Qualche minuto dopo le ore 19, i cavalli uscirono dal cortile del Palazzo del Podestà, dirigendosi verso la mossa.
Entrarono fra i due canapi in mezzo ad un profondo silenzio, poi, accompagnati da un grido erompente da migliaia e migliaia di petti, i cavalli furono dai fantini lanciati a corsa sfrenata.
Nello Spazio che corre dalla mossa alla Fonte Gaia i dieci cavalli formarono un gruppo compatto, poi il cavallo della Tartuca prese la testa, seguito da quello dell'Oca.
Indietro, tra i fantini delle contrade Onda, Nicchio e Istrice, furono scambiate delle solenni nerbate.
La Tartuca, che come abbiamo detto teneva il primo posto, si ebbe sempre il cavallo dell'Oca a brevissima distanza per tutti e tre i giri di pista, ma finalmente, data la superiorità del cavallo, vinse la corsa.

Nella contrada vincitrice

Il Palio, artistico lavoro del giovane pittore Piantini, venne portato in trionfo nella contrada vincitrice, (via Tommaso Pendola) seguito da numerose bandiere delle contrade amiche ed alleate, in mezzo al rullìo dei tamburi, ed alle grida festanti dei buoni contradaioli.
Mentre nella chiesa della contrada si facevano delle funzioni di ringraziamento venivano aperte al pubblico le eleganti sale per ricevervi, con la consueta e tradizionale cortesia i numerosissimi visitatori, ai quali veniva loro offerto da rinfrescarsi.
Il rione, illuminato a padellette, fu, fino a tardissima ora, stipato di pubblico.
La contrada della Tartuca aveva vinto l'ultimo Palio, nell'agosto dell'anno 1902, con il medesimo fantino.
Il fantino, Domenico Fradiacono, detto Scanzino, di Tivoli, da molti anni corre nella pista di Siena, ed ha riportato numerose vittorie, specie nella contrada della Torre.
L'ultimo palio fu da lui, vinto il 2 Luglio dello scorso anno nella contrada della Lupa.
Quest' oggi la comparsa della contrada della Tartuca con il fantino ed il cavallo si è recata in giro per la città a partecipare la vittoria alle contrade alleate ed ai protettori.

13 SETTEMBRE 1910


Il palio

Questa mattina alle ore 11,30 il suono del Campanone della Torre del Mangia ha, con i suoi rintocchi annunziato che il Palio si sarebbe finalmente corso.
Per le vie è incominciata infatti una insolita animazione e una immensa folla si è riversata in Piazza del Campo.
Dopo il mezzogiorno il tempo si è fatto più minaccioso del solito ed è stato effettuato in brevissimo tempo lo sgombro della pista.
Moltissima gente ritardataria è rimasta bloccata fuori dello sbocco a San Martino.
Verso il tocco, chiamati i fantini alla mossa, hanno subito incominciato a scambiarsi i posti ed a spingere i cavalli contro il canape, onde il mossiere ha dovuto, per evitare eventuali cadute dare la mossa, ed i cavalli sono partiti in gruppo; ma tosto uno sparo di mortaletto ha avvertito che la corsa non era valida.
Mentre la pioggia incominciava a cadere, è stata data la seconda mossa.

Ha preso subito la testa il cavallo della Selva, ma dopo poco più che mezzo giro di pista è stato oltrepassato dal cavallo della Torre che si è facilmente mantenuto primo fino alla vincita, seguito dalla Selva e dalla Giraffa.
Non ci sono state cadute.
Il fantino vincitore, Domenico Leoni di Cinigiano, detto il Moro, è stato subito circondato dai torraioli che, in preda al più vivo entusiasmo, lo hanno accompagnato nel rione, dove sono subito incominciate le più calorose manifestazioni di gioia.


Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 4 luglio, del 17 agosto e 14 settembre 1910, foto dei drappelloni da "Pallium"