Cronache dei Palii del 1908


3 LUGLIO 1908



Prima della corsa

Non ostante il rinvio, un pubblico immenso assistette al palio.
Moltissimi forestieri, sorpresi della ricchezza dei costumi delle nostre contrade, manifestavano ad alta voce la loro ammirazione, incontrando le comparse che dai rioni si recavano nell'atrio della Prefettura per poi ordinarsi in corteo.
Numerosi forestieri si vedevano prendere fotografie.
Alle finestre del Municipio e a quelle degli edifici privati della piazza pendevano ricchissimi arazzi. La folla, come sempre, aveva invaso palchi, ringhiere, finestre e... tetti.
Alle 18,30, sgombrata la pista, incominciò lo sfilamento del corteo, al suono del campanone.
Si ebbero applausi alle prove di eleganza e destrezza di parecchi alfleri nel giuoco delle bandiere.
Allorchè i cavalli mossero dal cortile del Podestà per recarsi alla mossa, si fece un silenzio profondo fra tutte quelle migliaia di persone ansiose.

La corsa

La mossa fu data bene, senza alcun incidente.
Si mise subito alla testa l'Oca, seguita dalla Selva e dal Leocorno, il cui cavallo aveva già preso il secondo posto a S.Martino, dove cadde il fantino che non si fece alcun male.
La Lupa dette giù presso la Fonte Gaia, subito dopo la partenza, eppoi cadde al Casato.
I cavalli della Tartuca e del Bruco erano rimasti ultimi e parvero rinunziare alla corsa. Quando essi facevano il secondo giro, già l'Oca e la Selva, buona seconda, e altre contrade compivano il terzo. La Tartuca a S.Martino, si tirò in disparte e lasciò libera la strada; il Bruco invece, davanti ai Municipio, si fece incontro all'Oca, colpendo col nerbo il fantino e il cavallo e facendo ogni sforzo per fermare quest'ultimo.
Sopraggiunse la Selva che si trovò intrigata fra i due contendenti e fu costretta anch'essa a trattenere il cavallo, mentre l'Oca potè liberarsi e conseguire la vittoria.

Nell'Oca

E' indescrivibile l'entusiasmo degli ocaioli per la loro nuova vittoria.
Il palio fu portato trionfalmente nella contrada, mentre le campane suonavano a distesa e gli abitanti del rione innalzavano grida di giubilo.
In brevissimo tempo la contrada si riempì di visitatori, fra cui notammo le maggiori notabilità cittadine e molti forestieri.
Furon serviti rinfreschi in abbondanza. Nei locali della contrada facevano gli onori il governatore ing. Ficalbi, il capitano conte d'Elci-Pannocchieschi, il vicario prof. Marchetti e gli altri componenti il seggio.
Fino ad ora tarda della notte è durata l'allegria dei buoni popolani.
Oggi la comparsa ha fatto il giro della città col palio vinto.

Un grave incidente

Verso le 22 di ieri sera, una cinquantina di ondaioli si recarono a fare una dimostrazione ostile sotto le finestre dell'abitazione del loro fantino Alduino Emidi, detto Zaraballe, di anni 41, abitante in via Giovanni Duprè, 25, la cui condotta durante il palio non aveva soddisfatto la contrada.
L'Emidi, affacciatosi alla finestra, cercò di spiegarsi, ma questo atteggiamento esasperò maggiormanete gli animi dei dimostranti, uno dei quali lanciò un sasso contro la finestra, ferendo la moglie dell'Emidi, Ida, di anni 28, la quale pure si era affacciata.
Il fantino, vedendo la moglie perdere sangue da una ferita alla fronte, afferrò il fucile carico a polvere, scaricò prima un colpo nella propria abitazione, e quindi un secondo fuori della finestra, in aria, per richiamare l'attenzione della forza e intimorire i dimostranti.
Sopraggiunto il maresciallo delle guardie di P.S. Di Palma, insieme a quattro carabinieri, entrò nella casa del fantino, la quale era stata prima sbarrata poichè i dimostranti volevano invaderla, e lo pregò di seguirlo in questura, per dare schiarimenti sul fatto.
La moglie intanto fu accompagnata all'Ospedale, dove fu medicata dal dott. Francini per una ferita alla regione zigomatica, e giudicata guaribile in otto giorni.
Mentre il fantino veniva condotto in Questura, i dimostranti lo seguirono e rinnuovarono al suo indirizzo grida di indignazione.
Un dei più accesi assestò un pugno all'Emidi, ma fu subito arrestato da un carabiniere. Venne però rilasciato poco dopo.
L'Emidi, condotto quindi negli uffici di Questura, subì un lungo interrogatorio e fu trattenuto per misure precauzionali.
E' stato rilasciato questa mattina.


Zaraballe


16 AGOSTO 1908


Le ultime prove


Sabato sera per la prova generale la grande Piazza del Campo era gremita di pubblico.
Palchi, balconi, finestre rigurgitavano di persone.
La corsa, dopo una lotta accanita, fu vinta dalla contrada della Selva. La provaccia di ieri mattina, venne vinta dalla contrada dell'Onda.

Il concorso dei forestieri

Il movimento dei forestieri già notevole nei giorni precedenti aveva assunto ieri una straordinaria imponenza.
Negli alberghi, dai più grandi ai più modesti non un posto disponibile.
Oltre trecento fra gli ultimi arrivati poterono trovare alloggio presso famiglie private grazie all'interessamento veramente encomiabile spiegato nella circostanza dal nostro benemerito Comitato per il movimento forestieri.
Ciò nonostante moltissime furono le persone costrette a passare la notte all'aperto o nei ritrovi non essendovi più un posto per dormire.
Moltissimi edifici, tanto pubblici quanto privati, erano imbandierati.
Il transito nelle vie principali era ieri nelle ore del mattino e nel pomeriggio difficilissimo e diede luogo a moltissimi piccoli incidenti.
In questi giorni e ieri specialmente all'arrivo di ogni treno numerosi forestieri giungevano a Siena, senza contare quelli che entravano in città da ogni parte in automobile, biciclette, e dalla provincia con legni.
In seguito alla nota disposizione prefettizia per la sospensione del riposo festivo tutti i negozi rimasero aperti e i nostri commercianti possono dire di avere fatto affari d'oro con chi non ha portato via da Siena un qualche ricordo?
La pioggia caduta nella notatta aveva fatto temere che il Palio non avesse più luogo, ma quando al mattino, il cielo apparve in tutto il suo smagliante azzurro, gli animi si sentirono sollevati.
La pista di piazza del Campo, sciupata dalla pioggia, fu tosto e provvidenzialmente prosciugata dal vento sollevatosi nelle primissime ore del mattino.
Verso le sedici, quando da ogni punto della città, da ogni sbocco cominciarono a sbucare le comparse delle contrade che si recavano alla prefettura per attendere le disposizioni della deputazione della festa i numerosi forestieri li circondavano con entusiasmo ammirandone i bei costumi e bersagliandole con gli immancabili Kodak.

La Piazza

Non si può raccontare e tantomeno descrivere la grande impressione lasciata ieri sera dallo spettacolo grandioso ed imponente che presentava la piazza del campo.
Nella grande e gloriosa conchiglia si è calcolato che potessero essere riunite oltre trentamila persone.
Abbiamo sentito un vecchio popolano esclamare: Ho visto tanti palii, ma non ricordo una piazza così affollata! Una folla irrequieta e varipinta ondeggiava dolcemente.
Intorno dovunque si posasse l'occhio nei palchi, ai balconi, sui tetti, sui merli del palazzo municipale, sulla torre del Mangia, dappertutto ove vi fosse un posto, erano spettatori.
Alle finestre ed ai balconi degli storici palazzi circostanti pendevano ricchi arazzi.
Lo spettacolo era imponentissimo.
Dal balcone del Circolo degli Uniti insieme a tutta l'aristocrazia cittadina, assisteva allo spettacolo S.E. il ministro Schanzer con la sua signora.
Dopo che la pista venne sgomberata dai carabinieri a cavallo, il campanone della Torre del Mangia, cominciò a suonare annunziando l'entrata del corteo.

Il corteo

Allorquando da Via del casato, apparve al suono del Campanone, il porta insegna del Comune, scoppiò un applauso fragoroso.
Durante il mirabile sfilamento del corteo, al suono della nota marcia trionfale, felice composizione del m. Formichi, fu un continuo applaudire, ed un continuo passare di ammirazione in ammirazione.
I giuocatori di bandiera, destavano la meraviglia dei forestieri.
Oggetto della generale meraviglia dei forestieri e di rispettosa ammirazione era pure il glorioso carroccio della vecchia Repubblica Senese.

La corsa

Dopo che le comparse ebbero preso posto sul palco loro assegnato un colpo di mortaretto annunziò che i fantini uscivano dal cortile del podestà.
Un immenso clamore, fatto di ansietà, di timore, di speranza si sprigionò da quei trentamila petti.
Il mossiere sig. Balbi, era già al suo posto nel verrocchio alla mossa ed il palio era stato già portato sul palco dei giudici dove assistevano alla corsa i rappresentanti delle contrade, alcuni invitati e la stampa.
I cavalli si fecero al canape, chiamati per ordine dal brigadiere delle guardie municipali, Giannini.
Allorquando il mossiere abbassò la bandiera aterra, un grido altissimo echeggiò da ogni parte. I cavalli si slanciarono nel pista, ma alla mossa, l'Istrice cadde per terra.
Inutile dire l'enorme impressione che il disgraziato incidente suscitò, specialmente nell'animo dei contradaioli. I cavalli partirono in gruppo serrato, da questo si staccò l'Onda che venne subito raggiunta dal Montone, dalla Selva e dalla Giraffa; fra i quali per tutto il primo giro la lotta divenne più accanita; durante il secondo giro la lotta si fece accanitissima e la selva venne rinchiusa dal Montone ai palchi mentre tentava oltrepassarlo, in modo che perse terreno. Al terzo giro la lotta fu terribile fra Montone e Giraffa fin presso al traguardo di arrivo dove giunsero quasi insieme, essendo primo il Montone per una testa di cavallo. E così il Montone vinse il Palio.

L'entusiasmo

Un applauso formidabile scoppiò nella piazza, il fantino venne subito circondato da guardie e da carabinieri.
I contradaioli se recarono sotto il palco dei giudici, e fu loro consegnato il palio.
Il palio venne portato in trionfo nel rione della contrada, seguito da una folla di gente e dalle contrade alleate che agitavano anch'esse in segno di giubilo, le bandiere.
Indescrivibile fu l'entusiasmo nella contrada, furono aperti al pubblico i locali e fu offerto a tutti vino a profusione.
Il fantino vincitore è certo Alfonso Menichetti e il cavallo è il medesimo che vinse il recente palio nell'Oca.

Nella contrada vincitrice

Il palio venne partato trionfalmente nella contrada di Val di Montone, in via di Romana.
I locali della contrada vennero aperti al pubblico.
Nella sala dei palii, inaugurata l'anno scorso, fu offerto un rinfresco ai convenuti.
Nella chiesa della contrada, denominata della Madonna del Buon Consiglio, venne cantato il Te Deum di ringraziamento, mentre si dava di piglio alle campane che cominciarono a suonare a distesa.
Frattanto il rione si popolò subito di gente, il fantino venne complimentato da tutti i convenuti.
Al priore della contrada nob. avv. cav. Mario Bianchi-Bandinelli, sindaco di Siena, attualmente in villeggiatura a Misurina nel Cadore, venne fatto un telegramma annunzianto la vittoria riportata.
Il rione venne illuminato a padellette, ed una banda cittadina, percorrendo le strade principali della contrada, rallegrò la festa sino a tardissima ora.
Durante la serata se recarono a visitare i locali della contrada bene addobati improvvisamente per la circostanza dall'economo Enrico Olmastroni e dagli alti componenti il seggio, moltissime persone, tra le quali notammo, la contessa Fausone di Germagnano del Castillo, la contessina Bulgarini, i marchesi Forteguerri, il conte Bologna, il conte Francesco Bandini-Piccolomini, il can. prof. cav. Lusini Vittorio, i baroni Ricasoli-Firidolfi, il prof. Antonio Casabianca e moltissimi altri.
Poco prima della mezzanotte si recarono nella contrada i rappresentanti della Forza e coraggio di Roma che furono accolti festosamente nei locali della contrada.

Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 3 luglio e del 17 agosto 1908, foto dei drappelloni da "Pallium"