Cronache dei Palii del 1905


2 LUGLIO 1905


La vittoria "dell'Istrice"

La prova generale fu vinta dalla contrada dell'Istrice dopo una bellissima lotta sostenuta con le contrade del Bruco, della Lupa, della Chiocciola e della Selva che erano scappate prime. La cosiddetta provaccia di ieri mattina riuscì insignificante perchè la maggior parte delle contrade non parteciparono con ardore alla corsa e fu vinta anch'essa dall'Istrice.
Il Palio corso ieri sera fu uno dei più belli che si siano veduti in questi ultimi anni.
Il concorso dei forestieri a vedere lo spettacolo, è stato addirittura straordinario, in confronto degli altri anni, in cui il Palio di Luglio si faceva quasi in famiglia.
A questa affluenza eccezionale non possono essere certamente estranee le iniziative prese dal nostro Comitato locale per la Associazione dei Forestieri.
Tuttavia ci sarebbe quasi da deplorare questo buon risultato, quando si rifletta che ieri si fece vedere ai nostri ospiti un Palio meschino e scadente, sia per la esumazione di vecchi costumi, alcuni dei quali erano veramente indecenti. Noi siamo sicuri di interpretare le opinioni di tutti i cittadini di buon senso, facendo voti che questa nostra bellissima festa tradizionale, che ha oggi acquistata una rinomanza notevole, non sia screditata per un malinteso spirito di inopportuna economia.
Occorre assolutamente evitare lo sconcio che si abbiano due palii di due diverse edizioni, affinchè non avvenga che quei forestieri cui, come ieri, capita di vedere la edizione più scadente, portino ai loro paesi la eco della disillusione provata, che si trasforma necessariamente in un discredito del Palio stesso. I due Palii dovrebbero essere perfettamente eguali.
Speriamo che l'anno prossimo il nostro Comitato della Associazione per i forestieri riesca a persuadere tanto l'Autorità Comunale quanto le Contrade della necessità di evitare questo sconcio.

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Il tradizionale salto del fiocco che veniva fatto dall'alfiere Forni, detto mastuchino, della contrada della Civetta, mentre il corteo faceva il giro della piazza, venne accolto continuamente da vivissimi applausi.
L'alfiere Forni è l'unico oramai che abbia saputo riesumare quel grazioso e difficile giuoco; si tratta, come non tutti sapranno, di saltare la bandiera completamente spiegata; mentre è fatta manovrare e giuocare al rullo del tamburo.
Alle ore 19,30, terminato lo sfilamento del corteo e dopo che dagli sbocchi del Chiasso Largo, di S. Martino e del Casato vennero fatte penetrare nel mezzo di piazza delle vere fiumane di gente che aveva fatto tardi, si dette il segnale della corsa.
La mossa fu bellissima, scappò prima la contrada della Lupa, seguita dalla Selva, dalla Chiocciola, dalla Torre eppoi dall'Istrice. La chiocciola sorpassò subito le due contrade che le stavano avanti e rimase prima per circa due girate e mezzo.
Alla terza girata però, presso la pianata, l'Istrice, sorpassate a sua volta, dopo lo scambio di poche nerbate, la Torre ed il Bruco, si avvicinò alla Chiocciola, ingaggiando con essa viva lotta per sorpassarla e scambiando con essa una infinità di nerbate.
La lotta fu breve però e in un momento si vide l'Istrice primo, rimanendovi fino alla vincita.
Raccontare l'entusiasmo di quei momenti è cosa indescrivibile; gli stessi forestieri ne rimasero fanatizzati e, come i senesi, saltavano, gridavano, applaudivano.
La rappresentanza dell'Istrice scese subito dal palco e seguita dalle bandiere spiegate di tutte le altre contrade si recò sotto il palco dei giudici da dove lo stesso capitano dell'Istrice sig. Francesco Avanzati Bernardi, calò fino a loro il palio vinto.
Il rione dell'Istrice fu subito imbandierato ed illuminato con padellette.
Una folla immensa vi si trattenne fino ad ora tarda della notte; dappertutto, ad ogni passo, quei bravi e cortesi popolani, armati di fiaschi e di bicchieri, offrivano da bevere a tutti i loro ospiti, indistintamente.
La sagrestia della chiesa, sembrava trasformata in una cantina dai barili di vino che vi si vedevano ammontinati e vuotati.
Festeggiatissimi furono il fantino Benvenuto Fineschi ed il proprietario della cavalla che vinse la corsa, sig. dott. Ettore Fontani.
Il dott. Fontani era pure proprietario del cavallo che toccò in sorte alla contrada della Torre. L'Istrice da nove anni non aveva vinti palii; l'ultimo fu quello corso il 23 settembre 1896 in occasione dei festeggiamenti per l'inaugurazione del monumento a Garibaldi.
Oggi la rappresentanza dell'Istrice con il cavallo ed il fantino vincitori hanno fatto la consueta girata della città per salutare i protettori e gli amici.
Ancora i chiocciolini, soddisfattissimi della bella figura fatta dal loro cavallo e fantino, li hanno festeggiati, sino a tarda ora della notte cantando e ballando al suono di una musica cittadina e vuotando parecchi barili di vino.

16 AGOSTO 1905


Il palio di ieri

Anche quest'anno il grandioso spettacolo del Palio tradizionale ha portato fra noi il consueto enorme concorso di gente. Vi assistevano anche moltissimi stranieri che manifestarono apertamente il loro entusiasmo per il meraviglioso quadro della nostra storica piazza, gremita di popolo trepidante, per la ricchezza e il gusto artistico dei costumi, per l'abilità e l'eleganza degli alfieri che girano le bandiere e per il fanatismo che anima la popolazione.
Fu notata e apprezzata moltissimo la nuova bandiera della nobil contrada dell'Aquila, ricamata squisitamente dalla distinta nobile signorina Giacinta Grottanelli De Santi, su disegno del maestro Flavio Corsi.
Lo sfilamento delle comparse terminò poco prima delle ore 19. Allo sbocco di via S.Martino, dietro il cordone del carabinieri e guardie, si era agglomorata una folla eccezionalmente numerosa che impiegò parecchi minuti a riversarsi nel centro della piazza che, dopo questo tardivo rinforzo, diventò piena come un uovo.
Dato il cenno per l'uscita dei cavalli dal cortile del palazzo del Podestà, corse nel pubblico il solito fremito d' ansia.
La mossa riuscì benissimo. Quasi tutti i cavalli partirono in un gruppo serrato e i fantini incominciarono a scambiarsi nerbate anche prima di giungere alla fontana. Il cavallo della Torre, per quanto avesse avuta a sorte buona posizione entro al canapo, non fu abbastanza pronto alla partenza e rimase uno degli ultimi, come del resto era accaduto nelle prove; ma ben presto accennò a valersi della sua forza, indiscutibilmente superiore, per guadagnare terreno.
Il cavallo del Montone marciava in testa, ove rimase per due giri e mezzo, essendo riuscito il fantino più volte a tenere indietro, a suon di nerbate, il cavallo della Torre, il quale all'ultimo giro, presso la Cappella, potè passare e vincere.
Il fantino della Torre, bersagliato continuamente da diversi rivali, dette prova di abilità e di fedeltà alla sua contrada e merita perciò le più vive lodi.
Il cavallo del Montone giunse secondo e quello del Nicchio terzo.
La corsa fu oltremodo interessante, una delle più emozionanti che si siano vedute.
Ognuno può immaginarsi a quale grado giunse l'entusiasmo del popolare rione della Torre, in cui tutta la notte si è festegglata la vittoria con musiche, canti, balli e copiose libazioni. Anche le campane della chiesa della contrada non furono mai lasciate in riposo. Una gran folla visitò il rione e fu fatta segno dai generosi popolani alle più schiette cortesie.
Il priore comm. Ferrari e gli altri componenti il seggio fecero signorilmente gli onori di casa ai visitatori.
Speciali attestati di meritata benevolenza toccarono al giovane e bravo fantino, Guido Sampieri, il quale ieri sera si ritirò prestissimo perchè stanco dalla fatica, dalle emozioni e dalle.... nerbate.
Oggi il cavallo, il fantino e la comparsa hanno fatto per la città il giro di uso. Al fantino sono stati dedicati due sonetti di omaggio.
Con quello d'ieri la Torre ha conquistato il 39. palio.

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Dopo il Palio, la gente che gremiva la Piazza del Campo si riversò per le vie centrali della città, invadendo poi il pubblico passeggio della Lizza e i bastioni di Fortezza.
Tutta la sera fino a tarda ora della notte, le vie si son mantenute affollatissime.
Come la sera precedente Il Palazzo Comunale, compresa la storica Torre del Mangia, era graziosamente illuminato a torce con fiammelle di gas.
Anche il grandioso palazzo del Monte dei Paschi, alle cui finestre da due giorni erano stati stesi del magnifici arazzi, era illuminato.
Anzi, a proposito di questi arazzi, sono stati oggetto di ammirazione i dodici damascati collocati alle finestre della parte centrale dell'Istituto detto la Rocca dei Salimbeni disegnati splendidamente dall'illustre prof. Franchi e lavorati con arte mirabile dalle distinte e infaticabili ricamatrici sorelle Mammoli della nostra città.
In tutta la serata vi fu grande concorso di pubblico anche al Padiglione Réclame nel bastione dell'ex-polveriera della Fortezza di S.Barbera, dove il pubblico stesso trovava negli svariati spettacoli un gradevole passatatempo.
Di questo Padiglione merita una speciale parola d'elogio, oltre il disegno fantastico e la buona organizzazione del servizio, l'impianto d'illuminazione a gas acetilene della Ditta Bratto di qui.


Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 3 luglio e del 17 agosto 1905, foto dei drappelloni da "Pallium"