Cronache dei Palii del 1901


2 LUGLIO 1901


Il palio d'ieri - Il palio d'ieri riuscì molto emozionante e pieno di sorprese che scontentarono parecchie contrade, mentre fecero lietissime altre.
L'Aquila, alla quale sembrava dovesse arridere la vittoria, cadde alla piegata dal Casato, stretta contro i palchi da un gruppo di altre contrade.
La Chiocciola, rimasta prima e divisa dalle altre contrade da molti metri di distanza, cadde a sua volta, e rimase innanzi l'Oca che trovavasi seconda.
Allora si vide una bella volata del Nicchio che di quarto riuscì a sorpassare l'Oca e vincere la corsa.
Il fantino della Chiocciola, certo Lazzeri Emilo detto Fiammifero venne subito arrestato e tradotto nella camera di sicurezza delle guardie di città, perchè accusato di essere caduto volontariamente per favorire la contrada dell'Oca.
Stamani alle 3 è stato trasportato alle nuove carceri.
I Chiocciolini che avevano ragioni da ritenersi assicurata la vittoria, ne sono esasperati; essi avevano assicurato a Fiammifero lire mille di regalìa, se riusciva a vincere la corsa, mentre il proprietario della cavalla aveva a sua volta garantita alla contrada l'onestà di Fiammifero, firmando un contratto di perdita della cavalla e di 500 lire, qualora Fiammifero non avesse fatto scrupolosamente il proprio dovere.
I nicchiaioli intanto, in mezzo alle sbandierate di tutte le contrade amiche, si presero il loro palio e dopo essersi recati a compiere il rituale ringraziamento nella chiesa di Provenzano, lo portarono nella propria chiesetta in via dei Pispini. Nel rione venne improvvisata una illuminazione, vennero lanciati dei palloni aerostatici e vuotati parecchi fiaschi di vino, mentre una musica cittadina suonava allegre sinfonie.


16 AGOSTO 1901


Una folla immensa assistè ieri al palio di piazza V.E.: dal 1887, epoca in cui visitarono la nostra città ed assisterono al nostro palio il compianto Re Umberto e la nostra Regina Margherita, non si era più veduto un concorso come quello di ieri.
Si calcola che fossero presenti sopra a 35 mila persone.
S.A.R. il Conte di Torino vi assisteva dalla loggia del Casino degli Uniti, attirando sopra di sé gli sguardi di tutti.
La corsa riuscì più emozionante di quanto si prevedeva. La vittoria arrise alla contrada della Selva, scappata seconda alla mossa.
Nei rioni della contrada della Selva s'improvvisarono subito delle feste, illuminando e adornando le vie con braccialetti ed arazzi.
Vi intervenne pure una musica cittadina, si ballò animatamente, vennero vuotati anche parecchi fiaschi di vino generoso.
L'allegria schietta, sincera e cordiale di quei buoni popolani, si prolungò oltre la mezzanotte.
S.A.R. il conte di Torino, inviò lire cento al fantino vincitore della corsa.

Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 3 luglio e del 17 agosto 1901, foto dei drappelloni da "Pallium"