Cronache dei Palii del 1900


2 LUGLIO 1900


Il palio d'ieri - Contrariamente ad ogni possibile previsione il palio di ieri si svolse senza alcuna fase emozionante, come l'importanza delle contrade corritrici ed i loro antichissimi contrasti facevano presupporre.
La mossa, bellissima, come sa darle il bravo Fabbrini, aveva messo le 1O contrade partecipanti alla corsa a vera parità di condizione.
Dei due cavalli, indiscutibilmente migliori degli altri, uno quello del Drago scappò terzo o ben presto, subito alla prima girata passò primo, pur superando il cavallo dell'Oca che, buono anch'esso, gli disputò per qualche tempo il terreno.
L'altro cavallo, fra i due migliori, quello cioè del Bruco, scappò penultimo, ma era già riuscito a superare otto altri cavalli e cominciava a contendere il terreno all'Oca ed al Drago che era sempre primo, quando alla seconda girata, presso i materazzi, cadde senza farsi alcun male.
Gli altri fantini fecero del loro meglio per rendere più interessante la corsa, ma erano distanziati ed accoppiati fra loro in modo che non fu possibile neanche lo scambio di una nerbata di quelle nerbate, alle quali il nostro popolino fa sempre eco con calorosi applausi e con grida esultanti.
Alla seconda girata, fra la mossa e la fonte, il fantino della Civetta, Sallustio Beligni che, pur avendo il piede destro ancor molto enfiato per la caduta che fece alla prova dell'altro ieri, volle prender parte alla corsa, cadde di nuovo e dovette esser portato via dalla pista, non reggendosi in piedi.
Alla contrada vincitrice, il Drago, si improvvisò frattanto una festicciuola popolare e nella vecchia piazza delle Cappuccine, ora Pianigiani, si ballò allegramente fino a tarda ora della notte, mentre i cittadini si recavano a visitare il grazioso tempio della contrada, tutto illuminato e dove era stato esposto il busto della protettrice S. Caterina Benincasa.
Anche nella Società di Campo Regio tra i nativi del Drago, s'improvvisò una festa da ballo che si protrasse sino alla mezzanotte.


9 SETTEMBRE 1900


Il palio di ieri - La prova di Sabato sera fu vinta dalla Torre, dopo una lotta con le contrade Pantera e Nicchio.
La prova di ieri mattina, detta la provaccia, riuscì insignificante, come al solito, e fu vinta dalla Civetta.
Bellissimo ed interessante riuscì, come avevamo preveduto, il palio di ieri sera.
La piazza, addobbata di ricchi arazzi e gremita di una folla incalcolabile, malgrado il rovescio d'acqua che poco prima si era scatenato nella nostra città, presentava il più bello e pittoresco aspetto.
Il giro dello 17 contrade con tutte le rappresentanze nello storico costume medioevale e con lo bandiere sventolanti riuscì splendido.
Soltanto il Carroccio, decorate dell'orifiamma municipale, delle bandiere delle contrade e del Palio da consegnarsi alla contrada vincitrice, non potè fare il giro della piazza perchè appena entratovi, a pochi passi da via del Casato, si ruppe il timone e dovette essere trasportato di nuovo in via del Casato.
Un servo del Comune, in costume medioevale anch'esso, accompagnato da un drappello di guardie municipale. portò il palio nel palco dei giudici, dove fu issato.
La mossa riuscì benissimo mercè l'abilità e l'imparziale energia del bravo Fabbrini ed i cavalli si mossero tutti in una volta, confondendosi in un sol mucchio fino alla fonte.
Primo ora l'Unicorno, seguito dalla Pantera, dal Nicchio, dalla Torre e dall'Oca!
La Torre ben presto divenne prima, ma ai materassi fu sorpassata dall'Oca.
Alla voltata del Casato la Torre era prossima passare di nuovo l'Oca e questa, per contenderle il passaggio, volle stringerla ai palchi. ma il fantino della Torre, accorgendosi del tiro che voleva fargli l'avversario, trattenne il proprio cavallo in modo che quello dell'Oca trovò il vuoto e cadde malamente.
In questo frattempo il Nicchio spalleggiato dalla Pantera e dall'Unicorno che contesero il passaggio alla Torre, passò primo e vi si mantenne fino alla vincita, mercè la lotta ingaggiata fra le contrade Torre e Pantera. La vincita della contrada del Nicchio fu accolta da generali ovazioni e tutte le bandiere delle 17 contrade sventolarono festanti, accompagnandone il palio fino al suo popolare rione.
Nella contrada del Nicchio, che da 24 anni non aveva vinto la corsa, era giunta fulminea frattanto la notizia della vittoria e vi si improvvisò subito una festa con illuminazione, balli, canti, suoni e abbondante distribuzione di vino.
Nella chiesa della contrada, tutta illuminata, dove, come di rito, fu portato il cavallo vincitore, mentre il sacerdote intuonava il Te Deum, il popolo gridava "Viva il Nicchio!" cantando strofette di circostanza.
Fino dopo la mezzanotte è stato un continuo tripudio di quei buoni popolani e tutta la cittadinanza, si può dire vi si recò per assistere e prender parte alla loro allegria.
Alle 2 di stamani si sentivano ancora delle grida festanti e dei tamburi suonare.
Siccome la contrada della Torre si mise a suonare le campane a morto per canzonare l'Oca, sua antica avversaria, per la caduta fatta, la vicina contrada dell'Onda, altra avversaria della Torre e la stessa contrada dell'Oca si misero a loro volta a suonare a morto per rispondere alla Torre. La vincita del Nicchio però ha conciliato tutti gli animi e le stesse contrade dell'Oca e della Torre ne sono rimaste contente e liete perchè ognuna di esse ha avuto la soddisfazione di non vedere vincere l'altra.

Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 3 luglio e del 10 settembre 1900, foto dei drappelloni da "Pallium"