Cronache dei Palii del 1899


2 LUGLIO 1899


Le prove ed il palio di ieri. - La prova generale l'altra sera riuscì brillantissima per la gara dei cavalli che si contendevano la vincita; la vittoria arrise alla contrada del Drago.
Il solo fantino dell'Aquila cadde alla pianata.
La cosidetta provaccia di ieri mattina non ebbe nulla di attraente e fu vinta senza fatica dalla contrada della Selva, andando i cavalli, come di consueto, al trotto anzichè di carriera.
Il tempo, sempre variabile, guastò ieri sera alquanto il bellissimo sfilamento delle contrade per la città, e molto di esse tennero il cavallo in scuderia, non portandolo in piazza che all'ora della corsa.
Malgrado però una lieve pioggia che di quando in quando minacciava di guastare la festa, alle 18 la piazza V.E. rigurgitava di spettatori, ed alle 18,30 cominciò a sfilare il corteo.
La contrada dell'Aquila, sostituì un altro fantino a Francesco Meschinelli che nella caduta di sabato si era fratturata una spalla.
A causa del cattivo tempo la corsa venne anticipata di qualche minuto ed alle 18,45 il palio, riuscito splendidamente, era già stato vinto dalla Selva.
Il cavallo della Selva di forze di gran lunga superiori di tutti gli altri cavalli, scappato quarto o quinto, seppe sorpassagli tutti e togliere la palma a quello del Drago che per due girate era rimasto primo e che cadde all'ultimo giro prima della piegata di San Martino.
Nella contrada della Selva ieri sera venne fatta grande e geniale allegria, vuotandosi parecchi barili di vino ed improvvisandosi una illuminazione nel rione.
Moltissime bandiere di altre contrade si recarono nella chiesetta della Selva in segno di giubilo e per rendere omaggio alla contrada vincitrice.

16 AGOSTO 1899


Il palio di ieri. - La nostra piazza del Campo presentava ieri un colpo d'occhio stupendo, gremita letteralmente di gente com'era: da qualche anno non si era veduto un concorso tanto straordinario di forestieri e di campagnoli.
La corsa riuscì bellissima e piena di emozionanti episodi per i contradaioli.
Alla mossa stessa, riuscita molto bene, vi fu un momento di trepidazione perchè mentre sette cavalli si trovavano già tra i due canapi pronti a partire, quelli della Lupa della Selva e dell'Unicorno indugiavano ad entrare per ottenere un posto migliore.
Dato il segnale della partenza scappò prima la Chiocciola, seguita dal Bruco, dal Montone, dall'Onda, dalla Lupa e da tutte le altre, che venivano dopo; la gara di corsa e di lotta col nerbo fu stupenda e mentre la Chiocciola nerbava il Bruco, questo e l'Onda nerbavano di santa ragione il Montone, tenendolo indietro.
Intanto fino dalla prima girata, alla piegata di S.Martino, la Lupa che era scappata quinta riuscì passare prima e vi si mantenne fino all'ultimo.
In via Vallerozzi, nella contrada della Lupa, successe circa le 21,30 un alterco fra un lupaiolo ed un'ocaiolo che terminò molto male perchè tutti e due andarono all'ospedale a farsi medicare contusioni e ferite.
Notiamo subito che la Lupa e l'Oca sono due contrade alleate, e quindi il bisticcio deve essere stato causato da un malinteso.
Il Lupaiolo era certo Banchini Guglielmo, di anni 20, calzolaio, che allo ospedale fu giudicato guaribile in 10 giorni, e l'l'ocaiolo certo Francini Enrico di anni 20, macellaio, che venne giudicato guaribile in 6 giorni.
All'ospedale si recarono ancora i fantini del Bruco e della Selva; il primo, Tamberi Massimo con la frattura del radio del braccio sinistro, prodottosela nella caduta, ed il secondo Cianchi Celso, con una contusione al ginocchio destro per una battuta.
Il Tamberi guarirà in 30 giorni ed il Cianchi in 6 giorni.
La Chiocciola cadde alla seconda girata presso la Fonte Gaia ed il Bruco cadde pure alla seconda girata presso la pianata.
Sul cavallo della Lupa, di proprietà di Ernesto Fabbri, vinaio in via dei Rossi, correva il fantino Angelo Volpi, detto Bellino.
Nella contrada vincitrice si improvvisò subito una fetsa popolare con illuminazione e musica, e vi corse un rivo di vino.
Nella piazzetta di Fonte Nuova, presso la chiesa, s'improvvisò anche una festa continuata con animazione e allegria fino alle ore più piccole della notte.

Testi tratti da "La Vedetta Senese" del 3 luglio e del 17 agosto 1899, foto dei drappelloni da "Pallium"