Cronache dei Palii del 1890

2 LUGLIO 1890


L'assegnazione dei cavalli alle Contrade fu fatta secondo il solito, la mattina del 29 giugno, e i 10 scelti fra i 17 in nota furono sorteggiati fra le contrade.
I migliri cavalli l'ebbero: Drago, Chiocciola, Nicchio. Quello del Drago era il favorito, cavallo già dei F.lli Bruni di Vescovado, vecchio ma sempre bravo. Venivano quindi quello della Selva, poi Pantera, Bruco, cattivi Giraffa, Onda, Istrice e Torre.
La 1ª prova fu vinta dalla Chiocciola alla distanza di circa 1,5 di girata dalle Contrade Selva, Nicchio e Pantera che la seguivano. La 2ª e 3ª prova non ebbero luogo a causa della pioggia; la 4ª fu vinta dal Drago; la prova generale dalla Chiocciola; la provaccia del Bruco.
Il palio fu vinto dal Drago. Dal canape prime a partire furono Nicchio, Pantera, Selva e Drago, quindi le altre, eccetto Torre e Giraffa i di cui fantini dissero alcuni, chiapparono quello della Chiocciola; secondo altri chiapparono solo le guide del cavallo, taluni poi sostennero, e questa sembra fosse la verità, che solo quello della Giraffa chiappò il fantino della Chiocciola mentre quello della Torre ponevali dinanzi a traverso il proprio cavallo. In sostanza ambedue impedirono alla Chiocciola di prendere lo slancio insieme agli altri, ma benchè avesse ritardato di non poco la partenza, innanzi di giungere a S.Martino trovavasi 4ª e così rimase per tutta la corsa essendo stata continuamente tenuta indietro col nerbo dalla Selva. Il Drago poco dopo la partenza passava la Selva, Pantera e Nicchio e a S.Martino voltava primo, tale mantenendosi per tutto il resto della corsa.
Al 3° giro, alla voltata di S.Martino, il fantino del Nicchio, per l'urto ricevuto battendo nel colonnino che forma la voltata medesima, poco mancò non sbalzasse da cavallo, la qual cosa molto influì per fargli perdere terrreno che con tanta destrezza aveva guadagnato, quasi da ritenere dovesse passare il Drago.
Alla vincita arrivarono nell'ordine seguente: 1° Drago, 2° Nicchio, 3ª Selva, 4ª Chiocciola, 5° Bruco, 6ª Pantera, 7ª Onda, 8° Istrice, 9ª Torre, 10ª Giraffa.
Alla Chiocciola fu impedita la partenza perchè, oltre non avere combinato alcun partito con le altre Contrade, dal suo fantino non furono concordate con gli altri alcune regalie e bevareccie nel caso fosse riuscito vincitore.

16 AGOSTO 1890


Le prove e la consegna dei cavalli ebbe luogo secondo il solito il giorno 13, e dei 24 cavalli dati in nota ne furono scelti 10.
I migliori cavalli toccarono: All'Onda, il vecchio ma sempre bravo cavallo già dei F.lli Bruni di Vescovado, vincitore anche nel Luglio di quest'anno; al Drago; all'Aquila; e all'Oca il bravo cavallo già del Marchetti, vincitore nel Luglio 1888 e 1889 e del palio con i cavalli scossi del 1889, ma ora non più nelle buone condizioni di allora; erano discreti quelli dell'Istrice e della Giraffa, cattivi gli altri.
La 1ª prova fu vinta dal Drago, la 2ª dal Drago, la 3ª dall'Onda, la 4ª dal Drago, la Prova Generale dall'Aquila, la provaccia dall'Oca.
Il palio fu vinto dal Drago.
Dalla ringhiera del Circolo degli Uniti assistè al palio S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d'Aosta, giunto in Siena la mattina dello stesso giorno a ore 10,20 per presenziare, quale rappresentante del Re, l'inaugurazione della sala monumentale Vittorio Emanuele II avvenuta in detto giorno a ore 12.
Dopochè i componenti il corteo, che essendovi l'Augusto Ospite fu più numeroso del solito, ebbero preso posto nel solito loro palco, uscirono dal cortile del Podestà i cavalli montati dai respettivi fantini i quali ritenendo potesse essere data la mossa per sorpresa, come fu fatto nel Luglio 1887 quando vi erano i Reali d'Italia, appena ebbero voltato al Casato spinsero i loro cavalli in carriera gettando in terra il brigadiere delle Guardie Municipali Menichini e la guardia scelta Pollai, che insieme ad altre stavano loro innanzi per condurli al canape. Raggiunti così in carriera i due canapi, che per ordine del mossiere trovavansi tuttora tesi, 6 o 7 cavalli vi urtarono contemporaneamente rompendoli ambedue; il solo fantino dell'Unicorno a pochi, in passi al di là della mossa cadde senza però farsi alcun male, mentre quelli dell'Oca, Onda, Drago e Aquila continuarono la corsa per un giro, nonostante lo sparo del mortaretto avvertisse non valida la mossa.
Fatti tornare tutti nella Corte del Podestà procedevasi di nuovo a tirare i canapi; ciò fatto tornarono di nuovo alla volta della mossa, a stento trattenuti dalle guardie municipali. Alla fine ad uno ad uno entrarono fra i 2 canapi, senonchè il cavallo dell'Onda fatto un lancio, cadeva per l'urto ricevuto dal primo canape lasciando al suolo il fantino privo di sensi, il quale veniva subito portato allo Spedale dove rimase in circa per tre giorni al seguito di contusioni riportate alla testa.
Il cavallo dell'Onda fu fatto correre scosso. Data la mossa partiva innanzi a tutti il Drago, seguito alle spalle dall'Aquila, ambedue i fantini scambiaronsi qualche nerbata, ma quello del Drago sia per essere stato un poco innanzi, sia per essere dalla parte più favorevole che è quella dei cancelli, guadagnava prontamente terreno rimanendo primo per tutto il resto della corsa, e così il Drago faceva "cappotto", seconda fu sempre l'Aquila. Al 3° giro alla voltata del Casato l'Istrice raggiunse l'Aquila, ma questa rapidamente fatto un ultimo sforzo riprendeva il suo posto, anzi avvicinandosi alquanto al Drago in guisa che questi riportava la vittoria per poco più della metà del cavallo. L'Istrice pure accelerava la corsa in modo da avvicinarsi di non poco ad ambedue le Contrade predette, tanto che allo sparo del mortaretto indicante la vincita (per questa volta essendovi il Duca d'Aosta presso la Fonte Gaja e precisamente in faccia al centro della ringhiera del Circolo degli Uniti) formarono un gruppo a brevissima distanza l'uno dall'altro. Alla vincita arrivarono nell'ordine seguente: 1° Drago, 2ª Aquila, 3° Istrice, 4ª Giraffa.



La vincita di questi due palii costò complessivamente alla Contrada del Drago £ 5500.
Queste due vittorie furono solennemente festeggiate con una pubblica festa in Piazza Pianigiani e con un banchetto nella sala della Società di Camporegio la Domenica 31 Agosto.

17 AGOSTO 1890


Dalla società delle Feste in Siena venne stabilito eseguire il 17 Agosto, previa autorizzazione del Municipio, la corsa detta alla Romana e quella di Consolazione con le Contrade; a tale effetto nel dì 3 Agosto nella sede della detta Società procedevasi, con l'intervento dei Capitani delle 17 Contrade, alla estrazione delle 9 Contrade che vi dovevano partecipare. La sorte favorì: Aquila, Unicorno, Nicchio, Onda, Val di Montone, Tartuca, Istrice, Bruco e Oca.
Dalla Società e Compagni di lavoro costituita in massima parte di operai dell'officine ferroviarie era stato rappresentato col carnevale di quest'anno il "Trionfo di Traiano" avvenuto l'anno 106 dell'era nostra. Desiderosa detta Società di ripeterlo, si mise a disposizione della Società delle feste, la quale mentre stabiliva darle in premio una bandiera con medaglia d'oro e una pergamena decideva altresì dovesse effettuarsi la rappresentazione suddetta il 17 Agosto precedentemente alle corse alla romana.
La mattina del 17 furono assegnati i cavalli, che erano tutti quelli che presero parte al palio del giorno 16 eccettuata la baia zaino di Domenico Sampoli che era toccata all'Oca; e la sera verso le 5 incominciò a sfilare in Piazza il "Trionfo di Trajano", e dopo che questo ebbe percorso lentamente due giri della pista, ebbero principio le corse, regolate dal seguente regolamento, compilato dal Sindaco in unione al Presidente della Società delle feste.
Alla 1ª corsa prendevano parte le Contrade: Istrice, Montone e Tartuca; vinse il Montone. Alla 2ª Aquila, Unicorno e Nicchio; vinse il Nicchio; alla 3ª Oca, Onda e Bruco, vinse l'Oca.
Procedevasi alla cosa definitiva fra le 3 vincitrici, questa fu vinta dall'Oca con il cavallo morello detto Carbonello di Savino Borgogni toccato il giorno avanti all'Aquila, ed il fantino Lorenzo Franci detto Pirrino; 2° il Montone; 3° il cavallo scosso del Nicchio, il cui fantino Santi Sprugnoli detto Boggione cadde al 1° giro davanti all'imbocco di Via Giovanni Duprè mentre stava per passare l'Oca che era prima. Il cavallo del Nicchio era la brava cavalla detta Farfallina di Galgano Boscagli vincitrice del palio del giorno avanti. La corsa di consolazione a cui presero parte le altre 6 contrade fu vinta senza alcun contrasto dall'Unicorno con il cavallo morello di Savino Borgogni, già dei F.lli Bruni di Vescovado, che il giorno avanti aveva avuto l'Onda ed il fantino Giustini detto Buriano.
A causa della prima falsa mossa del palio del giorno avanti, tutti i fantini che presero parte a detto palio furono proibiti di prendere parte a quello di questo giorno.
In queste corse la mossa data senza canape lasciò molto a desiderare, specialmente in quella definitiva che riuscì pessima ed oltremodo vantaggiosa all'Oca.

Testi tratti dai quaderni di S.Griccioli, descrizione Palii dal 1884 al 1902, foto dei drappelloni da "Pallium"