Cronaca del Palio del 16 agosto 1957




In una corsa piana ed al tempo stesso drammatica, nella diversa visione e valutazione delle protagoniste, ancora una volta Vittorino - il dominatore di quest’annata incandescente - ha conquistato la Vittoria portando primo in partenza ed al bandierino d’arrivo quell’ottimo baio che, a luglio, aveva sconfitto con Tanaquilla. Ed è stata per Vittorino la Vittoria più bella, indubbiamente, perchè l’ha potuta dedicare ed offrire a quel popolo e a quei dirigenti che, rivelandolo in Piazza, avevano sempre avuto fiducia in lui e sempre lo avevano sostenuto, anche quando la sorte non gli era stata favorevole.
Ha vinto il Nicchio ed il cielo ha riflesso sulle strade tutto il suo azzurro, un azzurro caldo, fascinoso, elettrizzante. Quando a grappoli le bandiere, trapunte di stelle, hanno invasa la Piazza e le vie di Siena, risa e canti, lacrime ed abbracci hanno sottolineato e caratterizzato un successo tanto atteso, tanto preparato, troppe volte inseguito e ringoiato proprio quando sembrava raggiunto.
Non è per cattivo gusto che nella giornata della luminosa gioia si risuscitano certi ricordi ormai archiviati, ma perchè la fede ferma che ha valso la conquista del successo è esempio significativo di costante ed avveduta preparazione che pone in rilievo l'accortezza dei dirigenti ed in principal modo del Capitano Vittorio De Santi.
NICCHIO, DE SANTI, VITTORINO, un trinomio che ha dato corpo e sostanza alla Vittoria più bella, colore e tono ad un successo contrastato e pertanto più ambito.

Una giostra difficile

Già nelle note della vigilia avevamo delineato quante difficoltà presentasse la corsa del 16 agosto con quella assegnazione di cavalli che, capovolgendo la sorte di luglio, aveva posto in primo piano Torre, Nicchio ed Oca e pronte ad ogni incertezza altrui Tartuca, Lupa e Leocorno.
Riandando alla corsa di luglio il pronostico sarebbe stato facile se nel discorso avessimo seguito coloro che accreditarono la vittoria a Tanaquilla come risultato di una gara sportiva nella quale il più forte, normalmente, si impone. Assecondata da una buona disponibilità di mezzi, Tanaquilla era indubbiamente la "cavalla da battere " ma nel Palio - e lo dicemmo non a caso - per vincere occorre un cavallo buono, un fantino migliore, capacità di dirigenti, disponibilità di mezzi e buona sorte.
La somma di questi coefficenti aumenta e diminuisce le possibilità e così è stato in questo Palio del 16 agosto che - come quello di luglio - non ha avuto affatto un contenuto ed un epilogo sportivo.
La 554.a corsa non è mancata all’attesa perchè nei giorni di preparazione ha visto ancor più arruffare le carte con un continuo movimento di fantini e la scomparsa di un cavallo e di una contrada che poi è rimasta assente dalla corsa.
Welka, la cavalla toccata in sorte alla Tartuca, è sempre stata riottosa alla partenza: più volte impegnata allo scopo di vincere, il suo timore finì per incappare in un infortunio.
Affidata ad una nuova guida con impegno a non forzare, spinta invece senza alcun riguardo, Welka non fu poi in condizioni di partecipare al Palio. Questa la ragione per cui il Palio del 16 agosto 1957 è stato corso solo da nove Contrade.

La corsa lineare del Nicchio

La giornata del 16 agosto si è aperta in piena luce abbuiandosi verso il mezzogiorno. Poi il vento ha trasportato via le nubi e la tavolozza dei colori del Palio si è dispiegata alla folla immensa in tutta la sua lucentezza.
Sin dal mattino la circolazione in Città si era fatta difficile e si deve alla accorta direzione e vigilanza del Corpo Agenti municipali se tutto è andato bene senza nessun incidente.
Numerose e variopinte le comitive di turisti italiani e stranieri che hanno affollato Chiese e Musei e sono scese poi nei rioni ad assistere alla vestizione delle Contrade ed alla benedizione dei cavalli.
Numerosa e qualificata la partecipazione di giornalisti italiani ed esteri fra i quali molti invitati dalla Cesi-Malenotti film per il lancio della pellicola "La ragazza del Palio".
Fra le personalità presenti l’On. Resta, sottosegretario allo spettacolo, l’Ambasciatore spagnolo Vasquez, il direttore dell’Accademia delle arti e della cultura britannica a Roma, quaranta professori della Sorbona di Parigi. Numerosi attori ed attrici cinematografiche fra le quali Ingrid Bergman con la figlia, ospite del Circolo degli Uniti, Vittorio Gassman, Bruce Cabot, Anna Maria Ferrero, il regista Luigi Zampa nella terrazza dell’Ente Provinciale del Turismo, il pugile Tiberio Mitri con l’attrice Roberta Lizzy.
Il gruppo dei giornalisti, ospiti della Malenotti film, ricevuti nel pomeriggio del 15 agosto in Comune, hanno partecipato ad un pranzo alla Villa Scacciapensieri.
Verso le 16, quando le Comparse sono andate dirigendosi verso il Palazzo del Governo, la circolazione era pressochè impossibile sì da presumere che ogni record di presenze sia stato largamente superato.
Il Corteo storico ha avuto un ottimo svolgimento e bene seguite sono state le sbandierate, impeccabile il comportamento dei figutanti.
Molta curiosità ed ammirazione è stata suscitata dalla presenza e partecipazione di una giovane nobile senese, la Rosanna Bonelli che per i colori dell’Aquila ha rivestito i panni ed assunte le fuzioni di fantino.
Terminato il Corteo, nell’attesa sempre più febbrile , si sono svolte le ultime operazioni preparatorie della corsa. Il Drappellone è stato recato al Palco dei Giudici mentre gli alfieri effettuavano la sbandierata generale.
Ancora pochi attimi, poi una bandierina bianca che ha dato il segnale e lo scoppio del mortaretto ha dato il via alle più assordanti e disparate invocazioni ed incitamenti. Uscendo dall’entrone i fantini hanno ritirato il nerbo, poi hanno sostato per salutare le Autorità ed infine lentamente si sono portati al punto di pattenza.
L’ordine di entrata fra i canapi è quindi giunto e la Lupa, chiamata per prima, ha iniziato l'ingresso dei cavalli prima ordinato, poi alquanto movimentato tanto da richiamare il mossiere a scendere dal verrocchio e richiamare i fantini ad un più ligio ordine.
Le contrade sono state così chiamate: Lupa (fantino Romanino, cavallo Archetta); Oca (Biba, Ravi II); Aquila (Rompicollo, Porcina); Nicchio (Vittorino, Belfiore); Selva (Imolo, Raffica); Leocorno (Ivan, Gaudenzia); Torre (Tristezza, Tanaquilla); Drago (Bazza, Capriola); Civetta, di rincorsa (Lazzaro, Marta).
Mancava la Tartuca, come abbiamo già accennato.
Il mossiere, prima che entrino Drago e Civetta, si affanna a richiamare Aquila e Selva perchè prendano il loro posto essendo arretrate.
Lo spazio fra i canapi, data anche l’assenza di Welka della Tartuca, è molto e non si comprende come i fantini si stringano verso il centro pur dimostrando di non aver volontà ed intenzione di danneggiarsi. I richiami del mossiere sono vani mentre entra il Drago e poi quando scatta la Civetta.
Pare quasi che il mossiere sia sorpreso da questo scatto della Contrada di rincorsa tanto che essa giunge fin presso il primo canape quando avviene lo scatto. La partenza è improvvisa e per quanto, figuratamente, tarda, sorprende, ma la folla la saluta come una liberazione alla sua spasmodica attesa.
Nessun ripensamento, la Lupa balza fuori per prima incalzata dall'Oca e più sul centro dal Nicchio, gli altri a ridosso, un po’ più tardi Selva ed Aquila. La lotta per la prima posizione è emotiva al massimo, ma Belfiore, sospinto forte da Vittorino, se l’aggiudica superando prima l'Oca e poi la Lupa che frena là ove l'altro spinge.
Sulla curva di San Martino è prima il Nicchio, poi Lupa ed Oca, quindi Leocorno, Aquila, Torre, Selva, Civetta, Drago. Fra San Martino ed il Casato lottano Lupa ed Oca nella rincorsa di Vittorino e Belfiore, ma questi guadagna ancora terreno dopo la seconda curva ove il cavallo dell’Oca scarta facendo frenare anche quello della Lupa. Passa così in seconda posizione il Leocorno seguito dall’Oca e dalla Lupa.
La marcia di Vittorino sembra incontrastata, vittoriosa perchè difficile sarà per l’Oca con Ravi un possibile inseguimento, mentre la Torre è troppo distaccata. A S.Martino dramma nelle retrovie: passano puliti Nicchio, Oca e Leocorno mentre l’Aquila scavalla la intrepida Rosanna e Romanino nella Lupa non può evitare cadendo pure lui a terra. La Torre, ancora distaccata, evita la caduta, ma deve rimontare i due cavalli scossi, quindi passata la mossa, cioè al termine del secondo giro, è costretta ad affrontare l’agguato di Biba che, minorato per la rottura di una guida, tagliato fuori dalla lotta per la vittoria, gli s'avventa per ostacolarne la marcia. Scambio di nerbate, poi la Torre passa e passa quindi anche il Leocorno portandosi in seconda posizione. Tanaquilla è lanciatissima, ma è ormai troppo tardi perchè il vantaggio di Belfiore è incolmabile e Vittorino, che lo ha risparmiato, sorride già alla sicura Vittoria.
Scoppia il mortaretto, una, due, tre volte mentre da tutte le parti della piazza straripano i nicchiaioli e le bandiere delle contrade alleate ed amiche.
Nel rione dei Pispini, ove la notizia è rapidamente giunta, sbucano bandiere da ogni parte e le luci si accendono mentre inizia a sgorgare il vino per gli ospiti tutti che nel Nicchio si recheranno.
E’ festa in ogni casa, festa nella Chiesa e nella Sede, nella nuova Società "La pania". Fino a notte inoltrata, fino alle prime luci del mattino: un nuovo giorno che alla celebrazione della vittoria azzurra è dedicato con il giro della Comparsa per tutta la Città.
Sul libro d’oro, una mano tremante di un contradaiolo che silenziosamente scrive la storia di tutti i Palii, nella notte stessa, ha tracciato: 16 agosto 1957 Nicchio vincente, con il Capitano Vittorio De Santi, il fantino Vittorino ed il cavallo Belfiore.


Testi tratti da "Il Campo di Siena" del 21 agosto 1957, ricerche e scritti del sig. Mauro Marzucchi, foto dei drappelloni da "Pallium"